Coronavirus, l'urologo Tenaglia: «Tra prostatite e Covid possono esserci dei legami»

Coronavirus, l'urologo Tenaglia: «Tra prostatite e Covid possono esserci dei legami»
di Stefano Dascoli
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Chi scherza sulla “prostatite polmonare” di Flavio Briatore, l’imprenditore proprietario del Billionaire, in Sardegna, ricoverato e poi trovato positivo al coronavirus, probabilmente commette un errore. Lo dice il professor Raffaele Tenaglia, ex primario di Urologia all’ospedale “Santo Spirito”. Chi ha letto nella prostatite un depistaggio nei confronti di media e opinione pubblica (ieri anche il governatore campano Vincenzo De Luca ha ironizzato), dovrebbe infatti sapere che la correlazione tra l’infiammazione e il Covid-19 è abbastanza stretta.

«Il virus - spiega Tenaglia - diventa un attivatore per chi ha già una prostatite in atto e di una infiammazione in genere, attraverso dei meccanismi importanti su cui abbiamo fatto studi approfonditi. Ogni manifestazione clinica, anche il cancro, passa per una fase di infiammazione che si sviluppa attraverso delle citochine, meccanismi che difendono ma a volte soccombono di fronte alla stimolazione. Il virus provoca una infiammazione che provoca a chi già ne ha una un’accelerazione. Per la prostata il Covid-19 sicuramente una pregressa situazione di infiammazione».

Quindi Briatore potrebbe avere scoperto la sua patologia grazie al Covid? «Paradossalmente - spiega Tenaglia - ha avuto probabilmente un anticipo di patologia che lo ha portato ad avere un aggravamento o una ripresa della disfunzione. Forse avrebbe avuto, in condizioni di normalità, una diagnosi più tardiva, con tutto quello che ciò avrebbe comportato». Ovviamente non un colpo di fortuna, chiarisce Tenaglia: «Tra virgolette il virus potrebbe essere benefico, ma non essendoci una cura ovviamente non possiamo esprimerci in questi termini. Insomma: il nesso tra il Covid-19 e la prostatite esiste, eccome». 

Domenica 30 Agosto 2020, 09:29 - Ultimo aggiornamento: 10:02
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