Un treno L'Aquila-Roma in 77 minuti su una ferrovia tutta nuova, lo studio della Fondazione Carispaq

Domenica 31 Gennaio 2016
L'AQUILA - In treno dall’Aquila a Roma in 77 minuti su una ferrovia tutta nuova. È un periodo molto frizzante nel campo delle infrastrutture, inaugurate, appaltate o anche solo ipotizzate, ma il futuro congegnato dalla Fondazione Carispaq, che ha fatto realizzare uno studio apposito sulla fattibilità dell’idea e a quali condizioni, è davvero da sogno. Poco meno di un’ora e venti su un tracciato in parte parallelo alla A24, o tre alternative. Costo? Sono 70 mila euro a chilometro, bisogna capire se si può fare.

QUATTRO IPOTESI
Il piano è stato realizzato in quattro mesi dalla società romana Atp Ambiente trasporti progettazione al costo di 30 mila euro. Lo «Studio di fattibilità per il miglioramento dell’accessibilità al bacino aquilano rispetto a Roma e al corridoio tirrenico» disegna quattro possibili ipotesi a seconda di quanto si voglia investire. Primo, la realizzazione di un innesto sulla attuale Avezzano-Roma (sarebbero 140 chilometri in tutto, 101 minuti); secondo, un nuovo tracciato diretto L’Aquila-Roma con minor tempo e maggiori oneri ossia senza badare a spese (116 chilometri, 77 minuti); terzo, un nuovo tracciato diretto con minor tempo e minori oneri quindi a risparmio (120 chilometri, 78 minuti); quarto e ultimo, la valorizzazione del percorso attuale da 180 chilometri con cambio a Sulmona, portandolo dalle assurde quattro ore attuali a 132 minuti, comunque non pochi. I percorsi sono stati ipotizzati esaminando una serie di parametri: in primis uno studio demografico nei prossimi decenni. Al 2045 l’area pescarese potrebbe avere 435 mila abitanti, l’Aquilano 128 mila, Avezzano 76 mila e Sulmona 41 mila. Seguono la descrizione della rete ferroviaria attuale, l’analisi sulla domanda giornaliera di trasporto ferroviario nei giorni feriali, l’evoluzione temporale del carico, i citati quattro scenari, l’analisi finanziaria, le tecniche di scavo e le ipotesi di intervento con gallerie, planimetrie e tracciati.

LA VISIONE
Potrebbe suonare strano che la Fondazione, di solito impegnata nel finanziamento di progetti di sviluppo economico con gli annuali bandi, o nel sostegno della cultura come il restauro del soffitto ligneo della Basilica di San Bernardino, investa su uno studio progettuale di questo tipo. «Ma oltre a industria e cultura dobbiamo essere anche un po’ visionari, altrimenti al futuro della città chi ci pensa?», si chiede il presidente, Marco Fanfani. «Siamo straconvinti che la nostra vocazione sia tutta su Roma, dobbiamo collegarci con il principale polo del moderno urbanesimo e con 77 minuti di percorso questa città ne diventerebbe davvero un quartiere - fa notare -. Pensiamo alle Olimpiadi del 2024: all’Aquila abbiamo case vuote, le migliori condizioni possibili, impianti sportivi in quota e possibilità di allenamento. Dobbiamo pensarci, altrimenti con la ricostruzione ci ritroveremo un patrimonio immobiliare che rimarrà inutilizzato». La ghiotta notizia è già arrivata al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, presto un incontro. «Se gli parli di infrastrutture gli si illuminano gli occhi, certo bisognerà capire la fattibilità in termini di costi/benefici», conclude Fanfani.
A.O. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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