Teramo, bimbo di 5 anni annegato nella piscina dell'hotel: papà e mamma rischiano la condanna

Silvi, bimbo annegato in piscina: papà e mamma rischiano la condanna
di Teodora Poeta
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Sabato 6 Novembre 2021, 08:07 - Ultimo aggiornamento: 09:20

Annegò nella piscina dell’albergo dove si trovava in vacanza con la famiglia a Silvi e dove, quel pomeriggio, era andato a giocare dopo pranzo con il fratellino maggiore e altri amichetti senza che nessuno potesse riuscire a salvarlo. Una tragedia che ha segnato irreversibilmente la famiglia del piccolo T.G. di 5 anni, tornata a casa da quello che doveva essere un viaggio di piacere al seguito di una piccola bara bianca.

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Quei genitori, adesso, rischiano una condanna per omicidio colposo a 5 mesi ciascuno, pena sospesa, con il rito abbreviato. Tanto è stato chiesto dall’accusa per papà e mamma con il loro difensore, l’avvocato Gabriele Di Dio, che, ha invece chiesto che vengano assolti. Responsabili della morte del piccolo, per la Procura, sarebbero anche il bagnino19enne all’epoca dei fatti, che si tuffò appena capito che il bambino non stava giocando, che ha chiesto il patteggiamento, e il gestore – titolare della struttura alberghiera, il quale ha scelto pure lui il rito abbreviato.

L’udienza è stata rinviata a dicembre, quando si discuteranno anche queste altre due posizioni (loro difensore è l’avvocato Michele Del Fuoco) e il giudice deciderà per l’eventuale condanna o assoluzione dei genitori. Fu l’autopsia a confermare che il bambino non era morto, come in un primo momento si era pure ipotizzato, per un malore dovuto forse anche al pasto, ma purtroppo annegato sotto gli occhi del bagnino, intervenuto troppo tardi, e di altri clienti dell’albergo che non si accorsero di nulla, compresi il fratellino di 8 anni di T..G. e gli altri amichetti. 

Quel giorno i bambini, finito di pranzare, erano andati da soli in piscina. Il papà era sceso a controllare, per assicurarsi che fossero nella parte bassa. Poi, però, si era allontanato per tornare dalla moglie. Quando è successa la tragedia i genitori non c’erano. In termini giuridici si parla di omessa vigilanza, quello che spesso accade con i bambini, lasciandoli liberi di giocare, senza immaginare ciò che potrebbe davvero succedere. 

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