Laccio d'amore, il ballo che strega le coppie. «Se l’intreccio riesce il matrimonio va a buon fine»

Il ballo è caratterizzato dall’intreccio attorno a un palo di 24 nastri colorati tenuti da dodici coppie di ballerini e da una serie differenziata di intrecci e di esecuzioni di danza: Lucio e Silvia stanno insieme da 34 anni

I coniugi pennesi Lucio Santori e Silvia Peña. Laccio d'amore, il ballo che strega le coppie. «Se l intreccio riesce il matrimonio va a buon fine»
di Agostina Delli Compagni
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Venerdì 27 Ottobre 2023, 07:32 - Ultimo aggiornamento: 28 Ottobre, 16:42

Dal “laccio d’amore”, antico ballo di folclore di Penna Sant’Andrea, paese in provincia di Teramo, sboccia un sentimento profondo che vive da 34 anni, quello tra i coniugi pennesi Lucio Santori e Silvia Peña. «Ci conosciamo - spiega Lucio - nell’agosto del 1989, appena termina l'incontro di folclore a Penne. Quando ci penso rivivo l’emozione per aver incontrato Silvia. Il 15 settembre torna in Messico ma due mesi dopo rientra definitivamente in Italia. Il 13 dicembre dello stesso anno ci sposiamo in Comune. È stata una giornata indimenticabile». Anche Silvia Peña conferma quanto il “laccio d’amore” sia stato propizio nella loro vita affettiva segnando il destino di entrambi. «Nel 1989 - racconta Silvia - ero in Italia con il mio gruppo di folclore messicano. Gli incontri di folclore sono un'opportunità per conoscere persone provenienti da paesi diversi. Il giorno del matrimonio siamo stati onorati dalla presenza del gruppo: abbiamo ballato e indossato un sombrero. Adesso abbiamo tre figli, un maschio e due femmine: due di loro hanno partecipato al “laccio d’amore”. Mio figlio è particolarmente appassionato. Quando torna in Italia, partecipa ai matrimoni e balla insieme al suo gruppo. Adesso lavora a Londra. La primogenita invece è sposata. Abbiamo anche due nipotini».

Il ballo è caratterizzato dall’intreccio attorno a un palo di ventiquattro nastri colorati tenuti da dodici coppie di ballerini, e da una serie differenziata di intrecci e di esecuzioni di danza. «Il ballo - spiega Arianna Fabri, presidente dell’associazione culturale il “laccio d’amore” - racconta la storia d’amore dei due fidanzati. Il saltarello è la prima fase dell’incontro tra il ragazzo e la ragazzo. Poi c’è il trallallero: il secondo ballo in cui l'uomo viene rifiutato da tutte le altre donne. La polka rappresenta il fidanzamento e, infine, l’intreccio dei lacci simboleggia il matrimonio.

Il laccio è un buon auspicio per i matrimonio e per i raccolti. Se l’intreccio riesce il matrimonio va a buon fine».

 La prima domenica d’agosto è dedicata all'incontro di folclore. «Arrivano - conclude Arianna Fabri - gruppi da diverse parti del mondo. L'incontro dura tre sere: nelle prime due si alternano i gruppi italiani e nella terza sera stranieri. I partecipanti hanno dai 15 ai 25 anni. Lo storico ballerino del gruppo ha 52 anni. C’è anche la squadra dei più piccoli, tra i 5 e i 6 anni. Siamo alla quarantacinquesima edizione ma il laccio a Penne, in provincia di Pescara, ha origini antiche: esiste da 400 anni. Abbiamo partecipato al matrimonio di Umberto Primo di Savoia nel 1929 e nel 1987 all'inaugurazione dei mondiali di atletica di Roma». Dal 2005, su richiesta di Cesare Baiocco, il “laccio d’amore” è “patrimonio indisponibile” della Regione Abruzzo grazie a una legge regionale. «A volte i sogni si avverano» conclude Lucio, mentre guarda la sua Silvia.

 

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