Stupro ai giardinetti della Stazione, il senegalese condannato a 4 anni e 6 mesi

Venerdì 31 Maggio 2019 di Stefano Buda
Quattro anni e mezzo di carcere per l’uomo di 61 anni che il 25 agosto scorso, in pieno giorno, stuprò una donna di 39 anni nei giardinetti del Terminal Bus di Pescara. Il processo di primo grado, con rito abbreviato, si è concluso ieri pomeriggio con la sentenza emessa dal gup Nicola Colantonio, che ha condannato l’imputato anche per i reati di lesioni lievi, in virtù di alcune leggere abrasioni causate nel corso della violenza, e falso, in quanto l’uomo risultò in possesso di un documento nel quale figurava un nome parzialmente diverso dal suo. La vittima, costituitasi parte civile, aveva chiesto un risarcimento di 50 mila euro e il gup le ha riconosciuto una provvisionale di 5mila euro.

L’autore dello stupro, un uomo di origini senegalesi, fu arrestato subito dopo avere compiuto la violenza. I fatti si svolsero intorno alle 14 di una calda giornata estiva, a pochi passi dal via vai di passeggeri in arrivo e in partenza da Pescara. La donna, residente a Montesilvano, era giunta nella zona della stazione per attendere il ritorno della sorella da Roma. Nei pressi del Terminal Bus, mentre aspettava già da diverso tempo, conobbe il suo aguzzino, che dopo averle offerto da bere l’attirò nei giardinetti, dove si consumò lo stupro. Alcune persone che assistettero alla scena, in un primo momento, tentarono di bloccare il senegalese, ma furono respinte dall’uomo che affermò di essere il marito della donna. La vittima della violenza, in quegli istanti, peraltro non era perfettamente lucida. Precedentemente, infatti, aveva ingerito dei farmaci, che assumeva abitualmente, essendo in cura presso il Centro d’igiene mentale e poco dopo aveva bevuto del vino insieme al sessantunenne.

L’uomo in sostanza approfittò di una donna che non era pienamente in sé, dopo avere contribuito a provocare il suo temporaneo stato di semi-incoscienza. Ad ogni modo, dopo le prime esitazioni da parte dei passanti davanti alla scena del sessantunenne ancora allungato sul corpo della donna, alcuni cittadini decisero di intervenire: l’uomo fu bloccato e immobilizzato. Altre persone, nel frattempo, allertarono la polizia. Gli agenti accorsero sul posto nel giro di pochi minuti e si videro consegnare il responsabile della violenza, che venne immediatamente arrestato. La donna, in stato confusionale, fu accompagnata in ospedale per accertamenti. In seguito riferì agli investigatori di ricordare poco dell’accaduto e di essersi resa conto della violenza solo dopo diverso tempo, all’improvviso, mentre l’uomo stava ancora abusando di lei. Le immagini carpite dalle telecamere di sorveglianza della zona, successivamente, consentirono agli inquirenti di ricostruire l’accaduto in maniera dettagliata, fornendo tutti gli elementi necessari per inchiodare lo stupratore. Il senegalese, assistito dall’avvocato Stefano Sassano, si è difeso riconoscendo di avere avuto un rapporto sessuale con la trentanovenne, ma ha negato con forza di avere compiuto alcuna violenza ai danni della donna, affermando di conoscerla e sostenendo che il rapporto fu consenziente. La vicenda, nel corso dell’estate, ebbe grande eco in città, suscitando le proteste di alcune associazioni, che parlarono di emergenza sicurezza e misero nel mirino l’amministrazione comunale. Per conoscere le motivazioni della sentenza occorrerà attendere i prossimi novanta giorni. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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