Stuprata e uccisa alla Stazione, estradato l'indagato romeno

Venerdì 13 Settembre 2019 di Alessandra Di Filippo

Giustizia più vicina per Anna Carlini, la 33 enne pescarese affetta da disturbi psichici trovata senza vita, il 30 agosto 2017, all'interno del tunnel della stazione ferroviaria. Stuprata e uccisa. Ieri, dopo due anni esatti da quella vicenda, uno dei due responsabili: Nelu Ciuraru, 48enne romeno, è finito in carcere. L’uomo è accusato di violenza sessuale. Subito dopo lo stupro di lui e del connazionale: Robert Cioragariu, accusato di omicidio volontario, si erano perse completamente le tracce. Le sue generalità erano state comunque subito trasmesse dalla polizia ferroviaria, che si è occupata delle indagini, al Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia – Divisione Sirene per l’esecuzione del mandato di arresto europeo emesso dall'autorità giudiziaria pescarese. Grazie all'attivazione dei canali di polizia romeni, il 48enne era stato localizzato nel suo paese e, il 2 novembre 2017, arrestato nella città di Santana. Ieri pomeriggio, dopo aver scontato le pene pendenti per vari reati commessi in Romania, grazie alla sinergia tra la polizia italiana e quella romena, Ciuraru è stato estradato in Italia. Ora è rinchiuso nel carcere di Rebibbia. In questi due anni, la famiglia di Anna, attraverso l’avvocato Carlo Corradi, si era attivata a tutti i livelli affinché Ciuraru potesse tornare in Italia ed avere la giusta pena. Attraverso alcuni parlamentari si era perfino fatta promotrice di una interrogazione destinata ai ministri di Giustizia, Interni e Affari Esteri in cui si chiedeva di esercitare ogni potere giuridico per dare giustizia alla donna. Ieri, una parte di incubo che finisce. “Aspettavamo questo momento da tempo – sottolinea con la voce strozzata dal pianto Isabella Martello, sorella di Anna -. Adesso ci batteremo affinché abbia giustizia. Ciuraru deve pagare per tutto quello che ha commesso e quindi non solo per lo stupro. I responsabili dovranno pagare e senza sconti. La mia sarà una guerra su tutti i fronti. Mia sorella è stata ammazzata. Chi l’ha tolta all'affetto dei suoi cari merita l’ergastolo. Ora come ora provo gioia ma ancora tanta tanta rabbia. Devono pagare oltre ai due responsabili anche coloro che hanno visto e non hanno fatto nulla”. Anna era stata trovata, la mattina del 30 agosto, stesa su un giaciglio di fortuna, seminuda. Inizialmente si pensò al suicidio. Qualcuno inoltre riferì di averla vista ingerire parecchie pasticche. Il caso sembrava dunque chiuso e invece poi la svolta. La 33enne non si sarebbe tolta la vita, ma sarebbe stata violentata e prima costretta a ingerire alcol che, insieme agli psicofarmaci che già assumeva per i suoi problemi, l'avrebbero portata alla morte. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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