Abruzzo, processo choc: donna scagiona in aula il fratello e accusa il marito

Mercoledì 2 Dicembre 2020
Il Tribunale di Chieti

Ha scagionato il fratello accusando il marito che ora rischia di finire sotto processo per rapina. Il colpo di scena è arrivato ieri mattina in Tribunale, protagonista D.S., 31 anni, che per quella vicenda è stata condannata con il rito abbreviato, mentre suo fratello, 37 anni, che oggi era imputato in udienza dibattimentale, è stato assolto per non aver commesso il fatto.

La vicenda è datata 7 dicembre 2016 quando, secondo l’accusa, fratello e sorella dopo essersi impossessati di capi di abbigliamento per un valore di 500 euro all’interno di Decathlon a San Giovanni Teatino, avrebbero spintonato e colpito con calci e pugni l’addetto anti taccheggio del centro commerciale che stava cercando di fermarli per recuperare la refurtiva. Provocando all’uomo lesioni giudicate guaribili in tre giorni. Ieri in aula la svolta: Romolo Spinelli, che è assistito dall’avvocato Bruno Gallo, viene sentito come imputato: «Io quel giorno ero a Ravenna per assistere mio padre che aveva avuto un intervento al cuore, non ho commesso la rapina ma so chi è stato, è il compagno di mia sorella».

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A quel punto viene sentita la sorella che potrebbe anche avvalersi della facoltà di non rispondere ma che, invece, quando le vengono mostrate alcune foto estratte dal sistema di video sorveglianza del negozio, si riconosce e quando le viene chiesto di esaminare atre quattro foto, e una persona in particolare, "è mio marito, l’ho consumata insieme a mio marito" - dice alludendo alla rapina e rispondendo alle domande. Poi spiega che l’uomo ha un tatuaggio sia sul lato destro che su quello sinistro del collo. E al Pm, che le chiede perché non abbia mai parlato in questi quattro anni, risponde: «Questa cosa non mi è stata mai posta, solo oggi ho avuto la possibilità di testimoniare la verità».

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Quanto al fratello «in quel periodo non avevamo rapporti, ho fatto una cosa che non è stata mai accettata, ho lasciato mio marito per un’altra persona». Il Tribunale, presidente Guido Campli, a latere Maurizio Sacco e Chiara Di Gerio, ha dunque assolto R.M. ed ha disposto la trasmissione degli atti alla Procura nei confronti di G.B., che la donna in aula ha definito marito, e che ora rischia l'imputazione di rapina. L’avvocato Gallo ricorda che in sede di udienza preliminare propose di mostrare il video della rapina ed in particolare un fotogramma, alla presenza dell’imputato: per fare un confronto che, probabilmente, già allora avrebbe fatto prendere al processo una piega diversa.

Ultimo aggiornamento: 10:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA