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Polemica no vax, biker aggredito e picchiato: attore-pugile sotto accusa

Polemica no vax, biker aggredito e picchiato: attore-pugile sotto accusa
di Walter Berghella
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 16 Giugno 2021, 07:08

Lesioni personali; con tale accusa il pm Serena Rossi ha citato in giudizio l’attore, cabarettista e pugile lancianese Maurizio Di Marco, 38 anni. Indagine chiusa a tempo di record, in nove settimane, per la vicenda dell’aggressione che Di Marco ha fatto al campione di biker Alessio Costantini, altro noto lancianese. La citazione in giudizio per il prossimo 11 ottobre è davanti al Giudice di Pace di Lanciano. I fatti contestati dalla procura, a seguito di denuncia di parte sporta da Costantini in Commissariato, sono riferiti alla sera dello scorso 31 marzo.

Il ciclista passava per via Fossacesia allorquando Di Marco, che si accingeva ad entrare in un bar vicino al suo condominio, l’ha visto e sono iniziate discussioni, dopo che già c’era stata una lunga serie di polemiche via social sulla circostanza che Costantini era un negazionista covid -19, al contrario di Di Marco. Costantini si ferma e gli chiede:«Perché ce l’hai con me, cosa ti ho fatto?». E giù botte.

Il sostituto procuratore Rossi accusa difatti l’attore di aver colpito il biker con diversi pugni al capo e poi di avergli stretto al collo la stringa del casco che Costantini indossava. Rimasto ferito a terra, Costantini fu poi soccorso e portato lestamente nel vicino pronto soccorso dell’ospedale Renzetti. Il referto medico ha dato conto di trauma cranico non commotivo e frattura delle ossa nasali da aggressione da persona nota, giudicate guaribili in 15 giorni salvo complicazioni. Il processo ora è occasione buona per meglio chiarire i contorni della vicenda.

Di Marco, difeso dall’avvocato Andrea Cerrone, nell’immediatezza dei fatti chiarì: «Nessuna violenza ho usato contro di lui, si è inventato tutto di sana pianta. Se altri lo hanno picchiato la cosa mi dispiace, ma io non ho fatto nulla e sono tranquillo. Costantini non lo conosco, l’ ho visto una sola volta una decina di anni fa ad una manifestazione sportiva. Ci sono stati dei post sui social in cui sulla questione del Covid sono io quello che è stato insultato e per questo l’ho già denunciato. Ma gli ho anche detto che se mi chiedeva scusa avrei lasciato perdere. Di sicuro non butto anni di studio e sacrifici per uno schiaffo. Respingo le accuse». 

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