Omicidio al bar, l'architetto Albi ucciso per il business delle case galleggianti

Omicidio al bar, l'architetto Albi ucciso per il business delle case galleggianti
di Stefano Buda
2 Minuti di Lettura
Mercoledì 16 Novembre 2022, 08:32

Un affare da 400 mila euro. Quello delle case galleggianti da realizzare al porto turistico. Eccolo il movente alla base dell'agguato che il primo agosto scorso, al Bar del Parco di Pescara, costò la vita a Walter Albi, architetto di 66 anni. Luca Cavallito, 49 anni, venne invece ferito gravemente, ma riuscì a sopravvivere e con le sue rivelazioni ha contribuito ad individuare i presunti responsabili: Fabio Iervese, 43enne di Civitaquana; Renato Mancini, 49enne di Francavilla; Mimmo Nobile, 52enne di Pescara.

A carico dei tre indagati, accusati di omicidio e tentato omicidio, sarebbero emersi diversi indizi di colpevolezza e una prova schiacciante, legata all'arma del delitto. Mancini e Iervese, qualche settimana fa, sono stati arrestati poiché ritenuti responsabili di avere commesso, insieme allo stesso Nobile, la rapina dell'11 luglio scorso al mercato agroalimentare di Villanova di Cepagatti. In quell'occasione i malviventi disarmarono una guardia giurata appropriandosi della pistola. La stessa arma che una ventina di giorni dopo sarebbe stata utilizzata per l'esecuzione al Bar del Parco.

Albi e Cavallito, quella sera, erano seduti nel dehor del locale, all'incrocio tra via Ravasco e la strada Parco: aspettavano qualcuno, come dimostra il fatto che occuparono un tavolo per quattro e ordinarono un gran numero di pizzette. All'improvviso spuntò il killer, che senza preoccuparsi di clienti e passanti, esplose otto colpi di pistola, freddando Albi e centrando all'addome Cavallito, il quale però si salvò dopo una serie di delicati interventi chirurgici.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA