L'Arminuta cerca baby attori: la prova clou in dialetto abruzzese

Sabato 12 Settembre 2020 di Monica Di PIllo
L'Arminuta, casting di bambine per il film: la prova clou in dialetto abruzzese

Il desiderio di diventare una stella del cinema, per molti dei circa 500 aspiranti baby attori giunti a Pescara da tutta Italia, si fonde con una buona dose di timidezza, naturale per l’età. Ma per questo esercito, con tanto di genitori al seguito, essere in fila per il casting “ L’Arminuta”, che si è chiuso ieri a Rancitelli dopo i due appuntamenti al Media Museum, significa cimentarsi per la prima volta con la selezione del mondo reale. In una società in cui la realtà, filtrata dai social e da una scuola sempre meno severa, sembra far spuntare talent scout in ogni angolo, è importante confrontarsi con provini veri e, soprattutto, esserne i protagonisti, almeno per una volta.

 

E così poco importa se la maggior parte degli aspiranti attori non sa nulla ne’ ha letto il romanzo “ L’Arminuta”, a cui ispira il film, che nel 2017 è valso alla scrittrice abruzzese Donatella Di Pietrantonio il Premio Campiello. «Per me - racconta una delle bambine in fila, 7 anni e mezzo, vive non lontano dalla chiesa degli Angeli Custodi, a Rancitelli, in cui si svolge il casting - è importante partecipare. Io voglio fare la ballerina, ma almeno così mi esercito ad essere valutata da chi non sa niente di me». Poi c’è chi viene dai corsi di recitazione, come precisa un’altra aspirante Arminuta di 9 anni, residente in zona e accompagnata dal papà: «Ho iniziato a frequentare il primo anno di un corso di recitazione al Matta, ma poi è arrivato il Covid e hanno sospeso le lezioni».

E nel cortile che fa da cornice alla sala dove si sta svolgendo il casting, sono tutte in attesa, distanziate e con le mascherine, che chiedono alle coetanee già esaminate cosa le attende dentro. Qualcuna non racconta nulla e si stringe alla mamma e, in qualche caso, al papà. Altre invece riferiscono a quelle diventate ormai amiche cosa dovranno fare. Poco, in realtà, come conferma una bambina di 8 anni di Montesilvano: «Mi hanno chiesto il nome e cosa studio, poi che cosa mi piace fare nel tempo libero, se pratico sport e quale. E mi hanno fatto leggere una frase in dialetto stretto. Infine mi hanno ripresa di profilo e di fronte». E le mamme, molto lontane dall’immagine di main sponsor stile Miss Italia, all’uscita dispensano abbracci, anche un po’ consolatori, e ripetono: «L’importante è che ti sia divertita». Di sicuro si sono divertiti i ragazzi più grandi, in fila per il ruolo di fratello della protagonista. «Noi siamo venuti da Napoli - raccontano Marco Tullio Battista, 19 anni studente di Scienze motorie e Carlo Corvino, 18 anni e matricola di Ingegneria -, abbiamo letto che cercano anche senza esperienza e ci siamo detti perché no».

In lizza anche due studenti abruzzesi, Matteo Zampacorta, 20 anni di Pescara e studente di Giurisprudenza a Roma e Alessandro De Nicola, 19 anni di Montesilvano, studente di Scienze della Comunicazione, che confidano: «Non abbiamo esperienza, abbiamo recitato a scuola in un monologo di Paola Cortellesi contro la violenza sulle donne e in un corto sempre per la scuola, ma vogliamo metterci alla prova, perché la fortuna aiuta gli audaci». E che vincano i migliori, oltre gli audaci.
 

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