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Pescara, app bancarie clonate nel negozio dei telefonini: svuotati i conti dei clienti

Pescara, app bancarie clonate nel negozio dei telefonini: svuotati i conti dei clienti
di Patrizia Pennella
2 Minuti di Lettura
Venerdì 1 Ottobre 2021, 07:58

Approfittava dei clienti che portavano a riparare i loro telefonini per accedere, via app, ai conti correnti e trasferire denaro per migliaia di euro. La polizia postale ha effettuato ieri a Pescara una perquisizione in un esercizio commerciale dopo la segnalazione di una cliente che si era trovata, da un giorno all'altro con ventiduemila euro in meno sul conto. Ad accorgersi dell'ammanco erano stati i figli della donna, una signora anziana: avendo anche loro l'autorizzazione ad operare sulla stessa posizione bancaria, hanno notato che erano stati disposti in pochissimo tempo otto bonifici verso conti sconosciuti.

La signora aveva portato il telefonino in un esercizio commerciale specializzato in elettronica che si occupa, tra l'altro, di risoluzione di anomalie tecniche e di riparazione di smartphone. I problemi di malfunzionamento erano stati risolti e il telefonino le era stato restituito in perfetto stato. La signora utilizzava il cellulare anche per fare operazioni online con l'app della banca e dopo qualche giorno è arris. La polizia postale, sezione financial e cybercrime, è stata rapidissima ed è riuscita a bloccare le somme che erano rimaste ancora disponibili sui conti di destinazione, prima ancora che il denaro sparisse.

L'indagine intanto ha accertato che qualche giorno prima anche un altro pescarese aveva denunciato di aver subito due tentativi di frode, non andati però a buon fine: qualcuno aveva provato a far partire due bonifici istantanei, per tremila euro, con operazioni online. Anche questa persona aveva portato lo smartphone "in cura" nello stesso negozio. Passa ancora qualche giorno e un altro cliente dello stesso negozio denuncia che, dopo la consegna dello smartphone, aveva ricevuto la segnalazione di un bonifico da cinquemila euro che è riuscito fortunatamente a bloccare. I soldi dovevano essere trasferiti su un conto che gli investigatori hanno individuato: le ricerche hanno permesso così di individuare l'intestatario di tutte le posizioni bancarie: si tratta di un dipendente dell'esercizio commerciale.

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