Maxi frode su auto di lusso: arresti e sequestri in Abruzzo

Venerdì 18 Ottobre 2019 di Tito Di Persio
Maxi frode Iva su auto di lusso: arresti e sequestri in Abruzzo
Sono 1.567 le auto di lusso illecitamente nazionalizzate fra le quali Ferrari, Porsche, Maserati, Bentley, Jaguar, Mercedes, Audi, Bmw, Land Rover, 7.499.220,05 di Iva evasa, 51,5 milioni euro di fatture inesistent. Questi i numeri dell'operazione "Galaxy" portata a termine dalla Guardia di finanza di Isernia nella mega frode scoperta in danno dell'Unione Europea e dell'Italia nel settore della commercializzazione di autovetture di lusso di origine comunitaria.
 
Sono 23 le ordinanze di applicazione di misure cautelari (13 arresti in carcere e 10 ai domiciliari) ed un decreto di sequestro preventivo per l'importo complessivo pari a 7,5 milioni di euro, per beni mobili ed immobili, somme di denaro, autoveicoli e quote societarie, nei confronti di persone fisiche e 21 compagini societarie con sede in tutt'Italia, (Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Abruzzo, Marche, Sicilia, Puglia e Molise). Inoltre è stata rilevata la presenza di due grossi gruppi commerciali operanti rispettivamente nel Lazio e in Campania, risultati contigui con gruppi della criminalità organizzata (esponenti del clan dei casalesi operanti nel basso Lazio e clan camorristici dell'area vesuviana e nocerino-sarnese). Le indagini sono durate oltre un anno e sono state coordinate dalla Procura. In Abruzzo è finito ai domiciliari G.G., 39 anni, titolare di una concessionaria auto a Preturo (L'Aquila) poi scoperto  essere una cartiera.
 
La frode, come ha spiegato il procuratore di Isernia, Carlo Fucci, era fondata sull'utilizzo di sofisticate tecniche di falsificazione un sistema di triangolazione societaria era basato su operazioni commerciali tra aziende di paesi membri dell’Unione Europea, attraverso l’utilizzo di società cartiere, talvolta controllate a loro volta da società off-shore operanti a Cipro e nelle isole Cayman, il tutto al fine di ostacolare la tracciabilità dei flussi commerciali e finanziari. Le società estere utilizzate venivano costituite ad hoc da italiani che stabilivano delle teste di ponte soprattutto in Repubblica Ceca e in Germania. Le società sono risultate riconducibili a pluripregiudicati, legati a clan camorristici già operanti nel settore della compravendita di autlo in Italia, caratterizzati da legami familiari ed interessi in società italiane collegate tra loro come società satellite, utilizzate nella filiera “cartolare”.
 
L’attività di riscontro documentale è stata affiancata da capillari attività tecniche e dall’acquisizione informatica di migliaia di mail, chat, WhatsApp e Messenger, canali preferenziali di comunicazione utilizzati con disinvoltura dai vari personaggi attenzionati, nella consapevolezza della non intercettabilità degli stessi. Tale particolare circostanza ha permesso di identificare e decifrare, compiutamente, l’intero sistema illecito, tracciandone le varie fasi e mettendone in luce i veri “dominus”, ricostruendo il centro direzionale unico dell’intera filiera criminale il quale, accentrando l’emissione delle fatture di acquisto e vendita, nonché utilizzando le caselle di posta elettronica delle aziende “cartiera” e “filtro”, fungeva da nodo nevralgico del sistema illecito.
 
Parallelamente, è stata individuata una cellula operativa al servizio di tale organizzazione, costituita da vari soggetti, ognuno con un preciso ruolo funzionale. Nel corso dell’attività investigativa, condotta come detto attraverso lo strumento delle indagini tecniche, rilevamenti gps e con attività d’appostamento, è stata localizzata - in un immobile rurale del basso Lazio - una vera e propria “stamperia”, dedita alla riproduzione di ogni genere di documentazione fiscale (fatture di importazione, bollette doganali ecc.) e tecnica (libretti di circolazione, certificati di conformità ecc). La conseguente perquisizione della stessa ha permesso di rinvenire e sottoporre a sequestro nr. 51 timbri relativi a vari uffici pubblici italiani (Motorizzazioni, Comuni, Dogane, Notai ecc.) ed esteri (Motorizzazioni tedesche, austriache, spagnole, ecc.), bollini olografici delle motorizzazioni federali tedesche, nr. 6 patenti italiane in bianco, supporti cartacei di carta filigranata. Inoltre, sono stati rinvenuti i files sorgente (.psd photoshop) utilizzati per la predisposizione dei libretti di circolazione e le fatture di acquisto e vendita, oltre ad una serie di pratiche pronte per la presentazione allo “sblocco” all’Agenzia delle Entrate complete del libretto di circolazione originale e quello falsificato. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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