L’Aquila, crisi di maggioranza blocca Comune: il centrosinistra attacca

Venerdì 10 Gennaio 2020 di Daniela Rosone
L’AQUILA - “La crisi di maggioranza ha di fatto congelato l’attività amministrativa, con la giunta non convocata e un atteggiamento scostumato e superficiale. La città è ostaggio e pure collettore delle tensioni politiche regionali”.

È il pensiero delle forze politiche di centrosinistra in Comune (assenti il Passo Possibile e Coalizione sociale) che in conferenza stampa hanno fatto il punto sui due anni e mezzo di Biondi e in particolar modo sugli ultimi mesi. Al tavolo Masciocco, Ranieri, De Santis, Palumbo, Albano e Mancini.

Durissimo Palumbo che ha elencato i fallimenti dell’amministrazione Biondi: progetto case, programmazione urbanistica, ama, società sportive, dimensionamento scolastico per il quale Mancini ha annunciato la presentazione di un ricorso al TAR coinvolgendo sindacati, docenti e genitori in quanto c’è analogo caso con vittoria a Balsorano essendo di competenza del Consiglio, ha ribadito, e anche altro.

“La città è allo sbando - ha detto Palumbo - c’è una disputa aperta tra Lega e Fratelli d’Italia e la città ne paga le conseguenze. Ancora non ci sono chiari i motivi della crisi”. Masciocco ha detto apertamente che il sindaco non ha coraggio. “Riceve pressioni da Sigismondi, Marsilio e dalla Meloni. Biagio Tempesta di tutt’altro spessore - afferma - ebbe il coraggio di ritirare le deleghe a tutti e governare per due mesi la città da solo col vice sindaco, la Ranalli, in attesa di riassegnare le deleghe. Questo dovrebbe fare Biondi se avesse il coraggio e invece non convoca neanche la giunta ”.

Albano ha riaffermato l’inconsistenza del Dup, il documento unico di programmazione, copia incolla di idee scollegate. “Biondi o tresca o spiccia l’aia - dice De Santis - l’inerzia e l’apatia sono intollerabili. Di questa amministrazione non ricordiamo un periodo solare e collaborativo. Noi abbiamo invece sempre cercato di dare il nostro contributo”. Durissimi Mancini e Ranieri, a margine, con il Passo Possibile.

“Il Passo Possibile - ha tuonato Mancini - con la sua presenza ha permesso di approvare dei provvedimenti che cadranno sulle tasche dei cittadini. Abbiamo le tasse più alte d’Italia ed è stato disatteso lo slogan dell’equità tributaria”.

Per i presenti la città deve aver ben presente, e di qui ennesima stoccata al Passo Possibile, chi governa e chi fa opposizione. Anche Ranieri ha dato un giudizio estremamente negativo su ciò che è accaduto in aula il 23 dicembre. “Non si tratta di posizioni personali. La scelta del Passo Possibile per me è grave perché ha consentito di mantenere una situazione di blocco totale non facendo esplodere le contraddizioni nè risolverle. Non è questione di comportamenti ma di sostanza politica. Noi (riferendosi ad Articolo 1) mai abbiamo votato a destra o abbiamo votato provvedimenti che agevolassero in qualche modo la destra. Il Passo Possibile cosa pensa? È un giudizio condiviso con noi quello che la maggioranza stia governando male? Noi siamo l’alternativa a questa amministrazione? Loro si considerano alternativa?” © RIPRODUZIONE RISERVATA