Karakaz, nel disco anche la voce della madre in dialetto vastese

Karakaz, nel disco anche la voce della madre in dialetto vastese
di Francesca Rapposelli
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Sabato 2 Aprile 2022, 08:09

L'infanzia e l'adolescenza a Vasto, l'amore per la musica nato in provincia, l'affetto per pochi amici e la famiglia, ma anche atmosfere post punk durissime che esplorano gli angoli più bui. C'è tutto questo in Carne, il primo Ep del progetto musicale Karakaz uscito ieri sulle piattaforme digitali per Sony Music/Epic. Dietro c'è Michele Corvino, vastese classe 1999, reduce dall'ultima edizione di X-Factor nella squadra di Hell Raton, come Karakaz, affiancato stavolta da due musicisti.


Dopo la fine della scuola dell'obbligo, Michele si sposta a Milano per studiare Fashion design: «Il mondo della moda mi ha sempre affascinato, ma mi sono accorto che studiare non mi piaceva, così ho ripreso in mano la mia passione di sempre, la musica». Ed è lì che Michele diventa Karakaz, «un nomignolo in omaggio a mio nonno, partito da Vasto a 22 anni, la mia età, per cercare fortuna a Caracas: lì ha conosciuto mia nonna e si è sposato, ha costruito il suo piccolo impero, lì sono nati mio padre e mio zio».


Così, con le radici ben salde nel nome d'arte e la voglia di vivere di musica, Michele intraprende la strada del talent show di Sky: «Prima ero restio a certe cose, poi ho capito che bisogna cogliere tutte le occasioni e questa è stata un'esperienza che ha migliorato molto la mia persona, per cui apprezzo e ringrazio tutto quello che mi è successo». In quel periodo, nasce l'esigenza di scrivere inediti in italiano, come tutti quelli che compongono la nuova uscita. In Chiodi di garofano c'è spazio anche per un vocale della mamma, in chiaro accento vastese, che gli intima: «Michele non fare il cretino!». Sorride, Karakaz, nel raccontare questa scelta: «Le avevo mandato un audio un po' alticcio e lei si arrabbiò molto. Ho scelto di inserire quel passaggio per alleggerire quello che è il pezzo meno digeribile, ma anche come dedica a lei».


Nonostante sia ormai milanese d'adozione, cancellare le origini è impossibile: «Nascere e passare l'adolescenza a Vasto ha influenzato la persona che sono ma tendevo a nascondere la mia vera essenza. A Milano ho tirare fuori quello che sono». A breve un mini tour di tre date a Milano, Roma e Londra, il 7, il 9 e il 13 aprile: «Non vedo l'ora - dice Karakaz -. Mi piacerebbe suonare in Abruzzo, in località piccolissime. Oggi torno poco per il lavoro, ma vorrei farlo più spesso: respirare l'aria di Vasto mi fa ritrovare un legame con la vita che qui a volte si perde. ».

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