CORONAVIRUS

Coronavirus: marito, moglie e quattro figli in isolamento. La Asl concede un solo tampone

Giovedì 22 Ottobre 2020 di Teodora Poeta
Coronavirus: marito, moglie e quattro figli in isolamento. La Asl concede un solo tampone

Dopo dieci giorni di attesa passati chiusi in casa con quattro figli, ieri mattina, finalmente la Asl ha chiamato, ma per un solo tampone. In famiglia, invece, sono in due, ormai da tempo, ad avere i classici sintomi del Covid con tanto di richiesta da parte dei rispettivi medici. «Quando mi hanno avvisato che il tampone era solo per me non ci potevo credere – racconta Roberto Di Donato, 38 anni, di Martinsicuro, titolare della paninoteca Martinburger -. A mio figlio di 8 anni la richiesta del pediatra era stata fatta prima della mia motivo per cui mi sono opposto ed ho preteso che glielo facessero insieme a me». Padre e figlio, quindi, ieri sono riusciti dopo dieci giorni ad eseguire il tanto atteso tampone al drive in al centro commerciale Arcobaleno di Corropoli, mentre a casa sono rimasti, in isolamento domiciliare, la mamma e gli altri tre fratelli.

«In base al nostro risultato la Asl ci dirà se anche loro dovranno fare il tampone», spiega Roberto con tanto di affanno. Le sue condizioni sono in miglioramento. «Io sono in ripresa – conferma al telefono -, il bambino, invece, adesso sta benissimo. E’ probabile che abbia preso il Covid in forma lieve». La loro vicenda, però, racconta uno spaccato che lascia senza parole. Marito e moglie chiusi in casa con quattro figli piccoli ai primi sintomi del maledetto Covid senza l’assistenza della Asl. Lui, titolare di una paninoteca, costretto a chiudere. «Mentre siamo a casa non posso riaprire l’attività perché non ho nessuno da mandare e non posso permettermi di prendere due persone, non ce la farei economicamente», spiega. Anche la scelta di aspettare i tamponi della Asl piuttosto che farli privatamente a pagamento è stata una scelta economica: «Siamo in sei. Se due risultassero positivi, bisognerebbe farli a tutti gli altri e costerebbe troppo».

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