Coronavirus, l'immunologo Conti: «Potrà salvarci solo l'isolamento»

L'immunologo Pio Conti
di Saverio Occhiuto
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Martedì 10 Marzo 2020, 10:30 - Ultimo aggiornamento: 17:05

Cosa c'è ancora da sapere sul coronavirus. E, soprattutto, cosa c'è da aspettarsi dal Covid-19 prima che il virus asiatico termini il suo tour nel pianeta? L'immunologo Pio Conti, associato alla prestigiosa Università statunitense Tufts di Boston, già professore Ordinario alla d'Annunzio Chieti-Pescara, ha accettato di fare il punto con il Messaggero rispondendo alle molte domande che in questi giorni assillano l'uomo della strada. Un intervento rigorosamente “scientifico”, ma dal quale emergono anche interessanti elementi di novità sin qui inediti, se non per il mondo della ricerca.

Intanto, perché il virus sembra oggi così imbattibile?

“I fattori che influenzano la sua sopravvivenza sulle superfici dipendono da varie condizioni, come ad esempio il numero di virus depositati (la cosiddetta carica virale), il tipo di superficie, il mezzo di spostamento, la temperatura, l'umidità relativa e altri ancora. Questo ci dice che l'esatto tempo di sopravvivenza del Covid-19 su materiale non biologico non è noto, come anche la trasmissione per contatto indiretto, cioè con la contaminazione di superfici inanimate. Risulta invece sicura la trasmissione diretta per contatto e per via area ravvicinata tra individui”.

Con quali conseguenze?

“Una volta contaminato l'ambiente, il Covid-19 può penetrare nelle mucose del naso, degli occhi o della bocca, per poi raggiungere organi vitali come il polmone”.

E' vero che l'arrivo della stagione calda sarà un ottimo alleato per sconfiggere la pandemia?

“Approssimativamente il Covid-19 non sopravvive all'aria aperta più di 9 giorni e la temperatura elevata riduce sicuramente la replicazione di ogni tipo di virus. Oggi quella di inattivazione del Covid-19 non è del tutto nota, ma secondo alcuni studi è fissata a 28 gradi. Il virus resiste invece al freddo, anche sotto lo zero”.

In Abruzzo, come nel resto del Centro-Sud, l'epidemia sta facendo il suo corso ma non conosce i grandi numeri di alcune regioni del Nord. Perché?

“Questo, come ci dicono i dati forniti dal dottor Giustino Parruti, direttore del reparto Malattie infettive dell'ospedale di Pescara, è dovuto probabilmente alla posizione geografica della nostra regione e al numero inferiore di contaminati. Inoltre, i pazienti affetti non presentavano mialgia, uno dei segni possibili della malattia, come è stato rilevato dal dottor Ali Younes, direttore del centro specialistico Mai più dolore”.

Quali sono gli altri elementi positivi a cui aggrapparsi per allentare le legittime preoccupazioni della popolazione?

“Un effetto positivo del Covid-19 è quello di provocare l'aumento dell'interferone nel sistema immunitario, una proteina coinvolta nella lotta contro le malattie tumorali e autoimmunitarie. L'età media dei pazienti deceduti è di circa 70 anni. Il genere femminile viene meno affetto, forse perché maggiormente coperto immunologicamente in quanto gran parte dei geni delle cellule immunitarie risiede sul cromosoma X. Da notare che non ci sono stati casi di infezione in bambini di età inferiore ai 15 anni, probabilmente perché più protetti dalla immunità materna acquisita. Inoltre, sono in corso molti studi in tutto il mondo per sviluppare un vaccino contro il Covid-19. La previsione è di farcela entro 3-9 mesi”.

Di cosa dobbiamo preoccuparci, invece, e quale sarà l'evoluzione della malattia?

“Il tasso di mortalità attualmente riportato è di circa il 3%, poco più alto di una grave influenza stagionale, mentre la Sars ha avuto un tasso di mortalità tra il 9 e il 10%. In media, ogni persona portatrice può diffondere potenzialmente l'infezione ad altre 2 o poco più. Fino a quando questo numero non scenderà al di sotto di 1, è probabile che l'epidemia continuerà a diffondersi”.

Ritiene adeguate le misure restrittive adottate da governo e Regioni?

“Per aggredire la trasmissione dei virus è necessario che gli individui infettati vengano messi in quarantena, attuando una strategia di contenimento che deve includere l'isolamento, anche volontario, delle persone malate; la chiusura delle scuole, l'uso di mezzi collettivi di trasporto e la frequentazione di luoghi affollati”.

Cosa pensa dell'ipotesi che il virus possa essere stato creato appositamente in laboratorio?

“Fantasiosa. I casi di infezione verificatisi alcuni mesi fa sono tutti collegati al mercato all'ingrosso di frutti di mare di Wuhan, che commercia pesce e una varietà di animali vivi, tra cui pollame, pipistrelli e serpenti. Non alla creazione in laboratorio del Covid-19”.
 

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