CORONAVIRUS

Coronavirus, "fase 2" in Abruzzo: obbligo di registrazione per chi rientra, mascherina per tutti

Lunedì 4 Maggio 2020 di Stefano Dascoli
Il lungomare di Pescara

L'AQUILA - La tanto attesa “fase 2” è arrivata. E con essa il carico di tensioni e preoccupazioni per il rischio che spostamenti e ripartenza di alcuni settori produttivi possano produrre una recrudescenza di contagi da coronavirus.

Ecco perché proprio ieri il governatore Marco Marsilio ha emanato una nuova ordinanza, la numero 54 (leggi il provvedimento), con una serie di prescrizioni che si aggiungono a quelle previste nell’ultimo decreto Conte, firmato il 26 aprile.

Chi rientra da fuori regione – possibile solo per raggiungere domicilio o residenza, lavoro o salute – dovrà segnalare la sua presenza sul sito della Regione (https://www.regione.abruzzo.it/content/come-segnalare-il-proprio-ingresso-abruzzo) o telefonare al numero verde 800595459.

Le stesse persone, per le prossime due settimane, dovranno monitorare giornalmente la loro temperatura corporea e segnalare al Servizio di Igiene, Epidemiologia e sanità Pubblica eventuali rialzi sopra 37,5. In più dovranno mantenere il distanziamento sociale di almeno un metro e usare la mascherina anche nelle aree pubbliche e aperte al pubblico e non solo negli spazi chiusi e a livello domiciliare. Niente obbligo per bambini al di sotto dei sei anni e per i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina.

Tutti, quindi non solo i rientranti da fuori regione, saranno tenuti ad indossare la mascherina anche negli spazi aperti laddove non è possibile mantenere distanze sociali. L’accesso alle attività commerciali al dettaglio – quelle che potranno riaprire -, sarà consentito a un solo componente per nucleo familiare, a meno che non vi siano minori, disabili o anziani.

I mercati scoperti possono aprire, purché siano osservate e fatte osservare le seguenti misure, a cura dei Comuni: obbligo di transitare, sia per gli addetti alle vendite che per gli acquirenti, con guanti e mascherine a copertura di naso e bocca; definizione preventiva da parte dell’amministrazione comunale, per ogni mercato aperto, dell’area interessata, dell’assegnazione temporanea dei posteggi e della capienza massima di persone contemporaneamente presenti, comunque non superiore a due acquirenti per ogni postazione di vendita; individuazione da parte del Comune di un responsabile per l’attuazione delle misure nazionali e regionali per coordinare sul posto il personale addetto, con l’eventuale supporto di volontari di protezione civile, ai fini dell’assistenza a clienti ed operatori del mercato; limitazione del perimetro esterno dell’area di mercato in modo che vi siano varchi controllati di accesso separati da quelli di uscita dall’area stessa; l’accesso all’area di mercato e l’uscita dalla stessa dovranno essere rigorosamente separati; rispetto, sia all’interno dell’area di mercato sia per i clienti in attesa di accesso all’area, del distanziamento interpersonale di almeno un metro e del divieto di assembramenti; distanziamento di almeno due metri e mezzo tra le attrezzature di vendita dei singoli operatori di mercato; presenza di non più di due operatori per ogni postazione di vendita.

I mercati coperti possono aprire, per la vendita dei prodotti compresi nelle merceologie consentite, a condizione che il sindaco adotti e faccia osservare un piano per ogni specifico mercato.

Da Giustino Parruti, direttore di Malattie infettive e componente della task force regionale, ha lanciato un appello: «Domani (oggi per chi legge, ndr) sarà una giornata importantissima, rientreranno nella nostra regione tantissime persone che provengono da zone a più alto rischio di circolazione del virus. Il confinamento ha ridotto i portatori senza sintomi, ma non lo ha eliminato. Noi stimiamo che ce ne siano 1-3 ogni mille persone. L’appello che facciamo è mantenere il distanziamento sociale nella sostanza, tenere la mascherina, anche quando i vostri congiunti vi verranno a trovare. Né i tamponi né ordinanze possono sostituire due cose semplici: distanza e mascherine». Stefano Dascoli

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