Quattordici coltellate alla ex per gelosia: sette anni di carcere ma è già a casa

Quattordici coltellate alla ex per gelosia: sette anni di carcere ma è già a casa
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Sabato 26 Novembre 2022, 08:06

In una sorta di strana coincidenza della sorte la Cassazione proprio ieri, nella giornata contro la violenza sulle donne, ha reso definitiva la condanna nei confronti di Fabiano Cistola, l'operaio 36enne di Corropoli che a febbraio del 2019 tentò di uccidere la sua ex fidanzata Giusy Montecchia con 14 coltellate. I giudici della Suprema corte (presidente Monica Boni) hanno dichiarato ammissibile il ricorso difensivo, ma confermato la condanna d'Appello a 7 anni di carcere. In primo grado, con un rito abbreviato, Cistola (difeso dagli avvocati Gennaro Lettieri e Claudio Iaconi, mentre la parte offesa era rappresentata dall'avvocato Florindo Tribotti) a fronte di una richiesta di 21 anni, si era visto infliggere una pena di dieci anni, con la caduta delle aggravanti della premeditazione e della stabile convivenza, poi ridotti a 7 in Appello. Nei suoi confronti sono state eseguite due perizie psichiatriche che hanno portato sempre allo stesso risultato, ossia che l'uomo era capace di intendere e volere al momento del fatto.


Da luglio del 2019 Cistola si trova gli arresti domiciliari in una casa terapeutica perché incompatibile con il regime carcerario a causa di «una depressione maggiore ricorrente grave». Uno stato di «prostrazione emotiva», come aveva scritto il perito nominato dal tribunale a suo tempo, il dottor Stefano Ferracuti, che tuttavia non ha compromesso la capacità dell'imputato di partecipare al processo.

Era la mattina del 22 febbraio di tre anni fa quando Cistola, dopo aver squarciato con un taglierino la gomma della macchina della sua ex convivente, Giusy Montecchia, che era parcheggiata sotto casa degli zii a Tortoreto dove lei si era trasferita dopo aver terminato quella relazione, tornò nella sua abitazione per prendere il coltello da cucina con cui pochi minuti dopo ha accoltellato la donna colpendola al ventre e al torace. In casa lasciò anche un biglietto con cui chiedeva scusa ai familiari e annunciava l'intenzione di togliersi la vita, anche se l'uomo già dalla sera precedente aveva cominciato a cercare Giusy per Tortoreto, dove sapeva che si era trasferita. Quella mattina tra i due era nata una discussione che alcuni testimoni avevano anche sentito, poi degenerata con l'uomo che ad un certo punto ha estratto il coltello che aveva con sé e l'ha usato come aveva previsto, affondandolo quattordici volte nel corpo della sua ex, che miracolosamente si è salvata. Una morte sfiorata di cui oggi restano i segni profondi e il coraggio di chi è sopravvissuta.

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