Effetto serra, Ipcc: «Emissioni record, solo 16 anni per cambiare rotta»

Domenica 13 Aprile 2014
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Nonostante gli sforzi, le emissioni di gas serra sono in aumento rispetto al passato, a un livello record. È quanto emerge dal nuovo rapporto sul clima presentato stamani a Berlino dal Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (Ipcc). Secondo gli scienziati tra il 2000 e il 2010 le emissioni sono aumentate più rapidamente dei tre decenni precedenti.

Le misure Nonostante questa condizione, secondo gli esperti del terzo gruppo di lavoro dell'Ipcc sarà possibile, attraverso una serie di importanti misure politiche e sviluppi tecnologici, limitare l'aumento della temperatura globale a due gradi centigradi rispetto ai livelli pre-industriali. Per ottenere tale risultato sarà necessario tagliare entro il 2050 le emissioni di una percentuale tra il 40% e il 70% rispetto ai valori del 2010, per poi arrivare a un valore prossimo allo zero entro la fine del secolo.

16 anni di tempo ll nuovo rapporto sollecita un «trasferimento massiccio» dall'uso intentivo dei combustibili fossili alle energie rinnovabili entro i prossimi 16 anni per poter ancora invertire il riscaldamento globale in atto. Altrimenti, entro il 2100 le temperature medie globali aumenteranno fra 3,7 e 4,8 gradi, molti di più quindi dei due gradi considerati come soglia per cambiamenti irreversibili sul pianeta.

Il monito «Dalla scienza arriva un messaggio chiaro: per evitare pericolose interferenze con il sistema climatico occorre smettere di avere un atteggiamento di sottovalutazione», ha detto uno dei tre co-presidenti del gruppo di lavoro, Ottmar Edenhofer. Per arrivare al risultato presentato stamani gli esperti hanno analizzato oltre 1200 scenari possibili, elaborati da 31 team internazionali. Il terzo gruppo di lavoro è stato presieduto dal tedesco Edenhofer, il cubano Ramon Pichs-Madruga e dalla maliana Youba Sokona.

Kerry: nuova sveglia Il rapporto rappresenta una nuova «sveglia» e «mette bene in chiaro che ci troviamo di fronte ad una questione di volontà globale e non di capacità», ha affermato il segretario di Stato Usa John Kerry. «Buone soluzioni per l'energia sono soluzioni per il clima e questo rapporto mette in luce che tecnologie per l'energia ora disponibili per ridurre sostanzialmente le emissioni globali», ha affermato ancora Kerry, in un comunicato, sottolineando che si tratta di tecnologie che possono ridurre l'inquinamento e allo stesso tempo rappresentano un'opportunità di crescita economica. «È noto che la scienza del clima è inequivocabile, e che i costi possono solo aumentare ogni anno che il mondo rinvia l'azione», ha affermato infine Kerry.

Il rapporto L'accordo, cui si è arrivati ieri, riguarda in particolare le strategie per la riduzione delle emissioni di gas serra. La quinta versione del rapporto dell'Ipcc (la precedente risale al 2007) contiene anche, per la prima volta, un capitolo sul finanziamento e gli investimenti nel settore dell'energia necessari a contenere l'inquinamento atmosferico. Al rapporto hanno lavorato 235 autori da 58 Paesi, che hanno messo a confronto oltre 10mila fonti scientifiche sull'argomento. La prima parte del rapporto dell'Ipcc, che indicava chiaramente le responsabilità primarie del fattore umano nel surriscaldamento climatico (0,85 gradi dall'industrializzazione), era stata presentata lo scorso settembre. Nella seconda parte, resa nota alla fine di marzo a Yokohama, in Giappone, si erano descritti gli effetti del cambiamento climatico sull'uomo e la natura.

Italia virtuosa L'Italia e l'Unione europea, attraverso le direttive degli ultimi anni, sono tra le realtà «più avanzate» al mondo nel contrasto al surriscaldamento globale, ha detto all'Ansa Sergio Castellari, delegato del governo italiano al Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (Ipcc). «L'Italia - ha spiegato Castellari - segue le direttive europee sul 20-20-20» (ridurre del 20% le emissioni di gas serra, portare al 20% il risparmio energetico e aumentare al 20% il consumo da fonti rinnovabili entro il 2020). Inoltre negli ultimi anni nel nostro Paese, come in Germania, «la crescita della produzione di energia da fonti rinnovabili è stata molto forte». Secondo Castellari una della cause più significative dell'aumento dei gas serra registrato dal rapporto Ipcc - «il dato più rilevante» - è l'uso ancora intensivo di carbone, che ha prezzi interessanti, da parte di Paesi che stanno riducendo le fonti nucleari, come la Germania, e da parte di alcuni Paesi asiatici.

Ultimo aggiornamento: 15 Aprile, 18:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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