Strage all'Esquilino, «I bimbi uccisi con decine di colpi»

Mercoledì 5 Novembre 2014 di Riccardo Di Vanna

Hanno tentato di ripararsi dalla mortale aggressione subita da parte di chi invece avrebbe dovuto difenderli.

A testimoniarlo sarebbero le ferite da “difesa” riscontrate in sede di autopsia sui copri dei due fratellini di nove e tre anni massacrati a colpi di coltello dalla loro stessa mamma, Khadija El Fatkhan, all'interno di un appartamento occupato di via Carlo Felice 69, lo scorso 27 ottobre. Secondo la Procura di Roma, sulla vicenda indaga il pm Francesco Minisci, i due bambini sarebbero stati raggiunti da decine di coltellate ciascuno. Una quantità impressionante di colpi, molti dei quali diretti alla testa, con la quale la donna li avrebbe massacrati, prima di ucciderli con un colpo di grazia alla gola.

LA DONNA

Sul corpo della donna, che subito dopo aver compiuto il folle gesto, si è impiccata nella stanza da bagno, non sarebbero invece state riscontrate tracce di violenza. L'unico segno presente sul corpo della marocchina, sarebbe infatti quello lasciato dalla cintura utilizzata come cappio per togliersi la vita. La follia omicida della mamma quarantaduenne, sarebbe stata innescata da un litigio domestico con il marito -suo connazionale- Idris Jeddou. L'uomo, operaio di 43 anni, sarebbe stato raggiunto da una coltellata all'addome poche ore prima dei fatti e, al momento della strage, si sarebbe trovato presso l'ospedale San Giovanni in attesa di essere curato.

LA MACCHINA

La sua automobile, una Ford Mondeo, è attualmente a disposizione degli inquirenti per gli accertamenti tecnico-scientifici del caso. Sequestrata per capire se ci sono elementi utili per trovare una nuova pista che aiuta le indagini. Una terza figlia della coppia, di soli cinque anni, vittima della furia assassina della mamma come i suoi fratelli, è scampata alla mattanza ma versa tutt'ora in gravi condizioni di salute presso il Bambino Gesù.

Ultimo aggiornamento: 09:53