Bimba azzannata, l'esperto: «Il pastore tedesco non è adatto alle famiglie»

Giovedì 25 Settembre 2014
Un pastore tedesco come quello che ieri ha azzannato, uccidendola, una bambina di 3 anni a Fiano Romano, alle porte di Roma, «non è sempre un buon cane di famiglia, perchè ha forti istinti di guardia, controllo e anche predatori, insieme a una grande vitalità che necessità di essere sfogata. Per questo va inserito nelle famiglie in modo lento e graduale, con l'aiuto di un addestratore esperto». Lo afferma Salvatore Montemurro, presidente dell'Osservatorio italiano cani mordaci, che sottolinea l'importanza della scelta del cane soprattutto se in famiglia ci sono bambini.



«Il pastore tedesco è il più apprezzato dagli eserciti per la sua capacità di azione e intervento, è un cane selezionato per il lavoro di controllo e quindi mantiene intatti i suoi istinti. Ha bisogno di un padrone che lo sappia far sfogare attraverso l'attività sportiva», spiega all'ANSA Montemurro. Far socializzare il cane e il bambino è fondamentale, perchè senza un corretto inserimento «il bimbo, per il cane, resta un estraneo», prosegue Montemurro. I bambini, inoltre, «sono incapaci di leggere i segnali che danno fastidio al cane, per cui vanno educati. Devono sapere che mentre il cane mangia, dorme o gioca col suo osso, non va infastidito. E nel gioco tra cane e bimbo deve essere sempre presente un adulto».



Più in generale, evidenzia l'esperto, «esistono cani da compagnia e cani da utilità. Chi non ha bisogno di un cane da utilità, ad esempio per la guardia, o non ha tempo per far socializzare il cane con il bimbo, è bene che scelga un cane da compagnia come un barboncino o uno yorkshire», che hanno anche il vantaggio di una taglia medio piccola: «pure un cane docile ma di grossa taglia, come un labrador o un terranova, nelle fasi di festeggiamento può far male a un bimbo».
Ultimo aggiornamento: 16:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA