Armenia, l'Europarlamento approva risoluzione sul genocidio del 1915: «Un milione e mezzo di vittime innocenti». Ankara la respinge al mittente

Mercoledì 15 Aprile 2015
Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione sul genocidio armeno per ricordare i cento anni della tragedia. Il documento è stato approvato a larga

maggioranza. Nella risoluzione approvata dall'Europarlamento, riunito in sessione plenaria a Bruxelles, si sottolinea che quello compiuto fra il 1915 e il 1917 nell'Impero ottomano ai danni degli armeni è un «genocidio» e si chiede che Ankara «rispetti i propri impegni sulla tutela del patrimonio culturale», «apra i propri archivi per fare i conti col passato». Inoltre si auspica che Turchia e Armenia «normalizzino le proprie relazioni».



Il documento è stato presentato in vista della commemorazione del centenario del genocidio degli armeni, il 24 aprile, e cade pochi giorni le parole di papa Francesco, che hanno scatenato la dura reazione del governo turco. L'Aula ha approvato anche un emendamento al testo che «elogia» il messaggio del pontefice. L'Europarlamento, si sottolinea nel documento, «rende omaggio alla memoria del milione e mezzo di innocenti vittime armene che morirono sotto l'Impero ottomano e prende parte alla commemorazione del centenario del genocidio armeno in uno spirito europeo di solidarietà e di giustizia».



Gli eurodeputati invitano la Turchia a «rispettare e attuare tutti gli obblighi a cui si è impegnata a tutela del patrimonio culturale e, in particolare, a condurre in buona fede un inventario completo del patrimonio culturale armeno, e di altri, distrutto o danneggiato nel secolo scorso».



Il Parlamento europeo, nella risoluzione approvata a Bruxelles, «accoglie con favore» le dichiarazioni del presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, e del premier, Ahmet Davutoglu, «in cui si offrono le condoglianze e si riconoscono le atrocità contro gli armeni ottomani», definendole «un passo nella giusta direzione». Gli eurodeputati incoraggiano inoltre «a utilizzare la commemorazione dei cento anni del genocidio armeno come un'importante opportunità per la Turchia di proseguire i propri sforzi, tra cui l'apertura degli archivi» e «fare i conti con il proprio passato, riconoscendo il genocidio armeno e aprendo la strada a una genuina riconciliazione tra i popoli turco e armeno».



Il Parlamento europeo infine esorta la Turchia e l'Armenia a «procedere a una normalizzazione delle loro relazioni, ratificando e attuando i protocolli relativi all'instaurazione di relazioni diplomatiche, aprendo i confini e migliorando attivamente le loro relazioni, con particolare riferimento alla cooperazione transfrontaliera e all'integrazione economica».





LA RISPOSTA

La Turchia ha risposto duramente all'Europarlamento, che si è schierato al fianco di Papa Francesco nella polemica sul riconoscimento del genocidio armeno affermando, in una nota del ministero degli esteri, di «respingere al mittente» la mozione, «un esempio senza precedenti di incoerenza in tutti i suoi aspetti».



Nella nota si afferma di «non prendere sul serio» il documento dell'Europarlamento, rilevando che è stato approvato da una assemblea eletta nel 2014 solo dal 42% dei cittadini europei. Il presidente islamico turco Recep Tayyip Erdogan aveva avvertito questa mattina che avrebbe ignorato la risoluzione di Strasburgo, che sarebbe «entrata da un orecchio per uscire dall'altro». Nella nota il ministero degli esteri di Ankara accusa anche l'assemblea di Strasburgo di essere nota per avere sempre «posto ostacoli allo sviluppo delle relazioni Ue-Turchia» e di ripetere «clichè anti-turchi». Fra le altre accuse rivolte ai deputati Ue quelle di «non avere nulla a che vedere con i valori europei e di attizzare odio, rivincita e cultura del conflitto». Secondo Ankara, dal 2005 formalmente in negoziato di adesione con l'Ue, dietro alla risoluzione europea ci sono un «fanatismo culturale e religioso e una indifferenza verso gli altri considerati diversi». La risposta turca invita pure gli eurodeputati a «voltarsi verso il loro proprio passato e ricordare il loro ruolo e le loro responsabilità nelle più orrende calamità dell' umanità come la prima e la seconda guerra mondiale, prima di occuparsi delle vicende del 1915».
Ultimo aggiornamento: 21:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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