La carica dei 38mila, a scuola tra cattedre vuote e bidelli mancanti. Sbloccato personale Covid

La scuola dell'Ellera a Viterbo
di Federica Lupino
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Lunedì 13 Settembre 2021, 06:15 - Ultimo aggiornamento: 15:23

La buona notizia è che il personale Covid è stato sbloccato. Entrerà in servizio nei prossimi giorni: la circolare è arrivata venerdì nel tardo pomeriggio e in settimana docenti, collaboratori scolastici e personale amministrativo prenderanno servizio. I contratti, però, a differenza dello scorso anno, termineranno a fine dicembre quando – almeno per ora – terminerà anche lo stato di emergenza legato alla pandemia.

Una piccola iniezione di forza lavoro tarata sulla base del numero degli alunni e della grandezza dei diversi istituti. Per ognuno, che siano comprensivi o superiori, il Miur ha stabilito un budget per le assunzioni, specificando le unità da chiamare tra docenti e non. Ogni dirigente, però, sulla base delle proprie esigenze, potrà contattare più collaboratori e meno insegnanti, o viceversa, pur nel rispetto delle risorse assegnate. Per gli istituti comprensivi della provincia stanziati circa 1.400.000 euro, mentre per le superiori la somma sfiora il milione di euro. Nelle previsioni del ministero, nei primi dovrebbero arrivare 30 assistenti amministrativi, 42 collaboratori scolastici e 68 docenti in più; nelle seconde, rispettivamente 13, 38 e 45. Insomma, circa 250 unità di personale ulteriore  per tutti i cicli scolastici.

Eppure, questa mattina, al rientro sui banchi i 38.066 gli studenti di ogni ordine e grado si troveranno molte cattedre vuote e diversi piani scoperti: domani è atteso l’ennesimo bollettino per le assegnazioni delle supplenze ai docenti per coprire i posti lasciati vuoti da chi ha rinunciato o da quanti hanno optato per il part-time, mentre per i collaboratori scolastici le assegnazioni sono da terminare a causa di un sistema informativo andato in tilt a ripetizione.

Altro nodo, i trasporti. Nelle nuove Faq inviate dall’ufficio scolastico regionale sono ribadite la doppia entrata alle 8 e alle 9,40 e uscite cadenzate sulla base di ore di lezione da 50 o da 60 minuti. Oggi e i prossimi giorni saranno di rodaggio: ogni istituto – il problema vale soprattutto per gli 8mila studenti pendolari delle superiori – si è organizzato in attesa di indicazioni più chiare sulla base delle esperienze dello scorso anno.

“La verità – commenta Brunella Marconi, segretaria dello Snals Confsal – è che stiamo partendo in una modalità precaria e approssimativa nonostante tutti gli sforzi dei dirigenti scolastici, ancora in balia di indicazioni che escono all’ultimo minuto e, soprattutto, di quelle che non escono”. Chiaro lo sfogo di una dirigente del Viterbese: “Comunicazioni a tutte le ore, leggi che stravolgono l'organizzazione sempre il sabato, decreti su decreti che non si ha il tempo di leggere con calma”. E dallo Snals confermano il disagio: “Una volta – rincara Marconi - ci davano delle indicazioni in tempi congrui, i sindacati venivano chiamati per le dovute consultazioni per poi condividere con dirigenti e iscritti, ora sono saltati tutti gli schemi. C’è un avvicendarsi di istruzioni inutili, responsabilità pesanti e insostenibili, stiamo cercando tutti – conclude - di correre dietro a situazioni di ogni tipo che poi ricadono su studenti, personale e famiglie”.

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