CORONAVIRUS

Palestre, lezioni all'aperto per non fermarsi: la sfida dell'ex mister Universo Franco Malè

Giovedì 29 Ottobre 2020 di Luca Telli

Una terrazza di seicento metri quadrati sul tetto dell’Okay center. Cento metri, meno in linea d’aria, dalle tribune ammutolite dai protocolli sanitari dello stadio Rocchi, icona silenziosa della pandemia che tiene sotto scacco il mondo dello sport. Panche, bilancieri, postazioni per lo squat e bici da spinning. «E poi un circuito multi funzionale che io e mio fratello Maurizio abbiamo pensato e preparato».

 Da domani 10 appuntamenti settimanali, da 1 ora ciascuno, spalmati su quattro giorni. Il Fitness Palace di Franco Malè non spegne la luce ma continua a tenere duro. «Finché il meteo ce lo permetterà, fino a quando la pandemia non sarà un ricordo continueremo a andare avanti, se necessario un centimetro alla volta». Nessuna rivoluzione, nessuna disobbedienza civile nell’apertura part time della palestra dell’ex mister Universo, piuttosto un’uscita d’emergenza lasciata aperta dall’ultimo Dpcm.

«Nelle linee del decreto c’è scritto che l’attività della palestre deve essere sospesa ma anche che l’allenamento all’aria aperta individuale, diversamente da quanto accade per gli sport da contatto, può proseguire nel rispetto delle regole e del distanziamento sociale», spiega Malè.

 Che poi continua: «Sanificazione prima e dopo degli attrezzi, limite agli ingressi, prenotazione obbligatoria, divieto di usare gli spogliatoi e docce, chi parteciperà alle lezioni non passerà neppure dalla palestra. Continueremo a rispettare nel dettaglio tutto le norme, ma per tre ore al giorno garantiremo una parziale normalità ai nostri iscritti».

Per Malè la chiusura delle palestre resta un colpo bassissimo arrivato, tra l’altro, a meno di una settimana da un altro decreto che imponeva misure più restrittive. «Non c’è una prova di focolai nelle strutture fitness e già questo basterebbe, a fare rabbia è il principio alla base del decreto – spiega Malè - dicono sia un provvedimento necessario per limitare assembramenti e spostamenti. Sarebbe bastato potenziare i trasporti».

Stamani alle 12 intanto, il mondo delle palestre scende in piazza. Dopo la manifestazione nazionale di Roma due giorni fa al Pantheon, un sit in è previsto in piazza del Comune con uno degli organizzatori, il fighter professionista Renato Sini pluri campione mondiale di arti marziali, che ha inviato una lettera aperta al prefetto Giovanni Bruno perché sostenga e  realtà sportive del territorio. «Il mondo dello sport, quello vero, quello accessibile a tutti, anche se vive lontano dai riflettori non è una minaccia da scongiurare – spiega Sini – Lo sport non solo salute fisica e mentale: è valori, insegnamenti e vita. Spegnerlo non può essere una priorità».

 

 

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