Viterbo, calano infortuni da Covid sul lavoro: da 45 a 10. La Cisl: "I vaccini funzionano"

Fortunato Mannino della Cisl Viterbo
di Federica Lupino
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Domenica 25 Luglio 2021, 07:15 - Ultimo aggiornamento: 15:10

Calano i contagi sui posti di lavoro. Rispetto all’anno scorso, dalla messa in campo dei vaccini, si sono ridotti drasticamente i positivi che hanno contratto il virus durante lo svolgimento delle proprie mansioni. Lo dimostra il diciottesimo rapporto Inail, l'Istituto per l'Assicurazione per gli infortuni sul lavoro, che ha rilevato come, negli ultimi cinque mesi analizzati (il report si ferma a giugno 2021), il trend sia generalmente in diminuzione. Nel Viterbese, durante i primi cinque mesi del 2020 i contagi denunciati sul lavoro sono stati 45, scesi a 10 nello stesso periodo di quest’anno.

Nel Lazio, inoltre, le denunce complessive nel periodo tra gennaio 2020 e 30 giugno 2021 sono state 11.651, di cui il 60,3% a carico di donne. Nella provincia di Viterbo sono accaduti il 4,2% degli infortuni, seconda solo a Rieti con il 2,7. Seguono Frosinone con 7, Latina con 7,1 e Roma, come scontato, fa la parte da padrona con il 79.

“I vaccini funzionano e i dati lo dimostrano: da quando a campagna è diventata massiccia, si stanno evitando numerosi infortuni. Il nostro augurio come Cisl – commenta il segretario del sindacato, Fortunato Mannino – è che si prosegua a vaccinarsi. Dobbiamo avere fiducia nella scienza, solo così ne usciremo. Da quando è scoppiata la pandemia, molte aziende hanno chiuso e molti lavoratori hanno avuto mesi di decurtazioni degli stipendi, come si evince dalle migliaia di ore di cassa integrazione concesse. Non possiamo più permetterci battute d’arresto, da qui la necessità di sottoporsi alle somministrazioni”.

Rispetto al dibattito che tiene campo in questi giorni sull’ipotesi della necessità della carta verde per poter lavorare, Mannino è categorico: “Il green pass è un’opportunità per sconfiggere il virus, l’unica che abbiamo. Ma la politica deve assumersi le sue responsabilità: il Parlamento ha la facoltà e il dovere di legiferare di fronte a una simile emergenza. Pertanto – continua il segretario della Cisl di Viterbo – se Camera e Senato seguiranno questa strada saremo d’accordo. Del resto, i sindacati hanno già collaborato per le campagne vaccinali sui luoghi di lavoro. E ora ne stiamo raccogliendo i frutti”.

Rispetto al trend nazionale, secondo il rapporto dell’istituto nell'ultimo periodo esaminato, ossia dopo la vaccinazione dei sanitari, i settori più colpiti sono stati i trasporti, il commercio, i servizi di alloggio e ristorazione, i servizi di informazione e comunicazione e il manifatturiero, che tra febbraio e giugno raccolgono complessivamente  quasi un terzo dei casi (32,2%), contro l'8,5% della “prima ondata” (fino a maggio 2020 compreso), il 29,0% della fase “post lockdown” (da giugno a settembre 2020) e il 10,6% della “seconda ondata” (ottobre 2020-gennaio 2021).

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