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L'estate del Covid "sommerso", Fiore (medici di famiglia): «Molti positivi non lo comunicano»

L'estate del Covid "sommerso", Fiore (medici di famiglia): «Molti positivi non lo comunicano»
di Renato Vigna
3 Minuti di Lettura
Lunedì 4 Luglio 2022, 05:50 - Ultimo aggiornamento: 20:51

“Ormai viaggiamo sui 300 casi in media al giorno. Ma i numeri sono decisamente sottostimati”. L’estate del Covid-19, nelle sue due ultime varianti Omicron 4 e Omicron 5, è caratterizzata da un elevato tasso di sommerso. Come in tutta Italia, anche nel Viterbese i contagi da un paio di settimane sono in netto incremento e il totale viaggia verso quota 4mila. Quelli ufficiali, almeno. Perché come sottolinea Michele Fiore, segretario della Fimmg provinciale, il sindacato dei medici di famiglia, la realtà è fatta di numeri ben più cospicui.

“Ormai molti sono stufi della pandemia e delle restrizioni. Per paura di doversene stare a casa in quarantena, parecchi non si sottopongono al tampone sebbene abbiano sintomi riconducibili all’infezione”, spiega Fiore. Alta anche la percentuale di quanti, nel dubbio, si affidano ai tamponi fai da te e, in caso di positività, non si recano in farmacia o dal medico di famiglia per la conferma e l’avvio delle procedure conseguenti, quali l’inserimento nella rete di rilevamento regionale e la messa in isolamento. “Sappiamo per certo di cittadini che sono risultati positivi con il tampone fatto a casa ma non lo hanno comunicato”, denuncia. Significa che continuano a svolgere la loro vita come se nulla fosse.

Ma a consolare in parte Fiore è che le ultime varianti del Covid, sebbene con un elevato potere di trasmissione e riduzione drastica dell’incubazione (scesa dai 10/12 giorni ad appena 72 ore, un segno della grande contagiosità del virus, decisamente mutato rispetto al passato), si stiano rivelando meno pericolose per la salute rispetto alle precedenti. “Nella gran parte dei casi, i contagiati – spiega il medico – se la cavano con sintomi influenzali, quali febbre e raffreddore, senza avere nemmeno bisogno di un ricovero ospedaliero”. La durata dei sintomi, che possono comprendere febbre, dolori muscolari e congestione nasale, può durare da uno fino a dieci giorni, restando perlopiù entro i confini dei sette giorni. La durata può variare a seconda del quadro clinico del soggetto, età, carica virale e difese immunitarie. Diverso, come sempre, il discorso per i soggetti fragili: “Chi sviluppa sintomi seri non arriva al 10% dei contagiati. Parliamo – continua Fiore – di anziani o pazienti affetti da altre patologie pregresse, il cui quadro è complicato dall’infezione”.

Il picco dei contagi è atteso per metà luglio. Nel frattempo, resta aperta la questione dei vaccini. “Al momento – ammette Fiore – la campagna ha subito un netto rallentamento. Molti non hanno ancora la terza dose e la quarta si è rivelata un flop, con pochissime adesioni. Aiuterebbe almeno noi medici di famiglia avere un vaccino monodose, da utilizzare alla bisogna senza dover organizzare gruppi di pazienti. In ogni caso, per l’autunno si parla di una variante del vaccino più efficace contro le mutazioni”.

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