COVID

Tamponi rapidi, i medici di famiglia pronti a partire: ecco come funzionerà

Domenica 22 Novembre 2020
Medici di famiglia fanno i test rapidi

“Sono 8 i medici che inizieranno i tamponi antigenici all’interno dei propri studi la prossima settimana. Gli altri (in totale sono 103 gli aderenti su 225, ndc) partiranno nei prossimi giorni, non appena i locali individuati verranno resi idonei, con piccoli interventi di manutenzione”. Michele Fiore, segretario provinciale della Fimmg, la Federazione italiana medici di medicina generale, spiega come avverranno i test e a chi saranno rivolti.

Ieri pomeriggio, l’ultima di una serie di riunioni per definire le modalità dell’intervento. Fiore ha anche incontrato i direttori dei distretti per organizzare al meglio le procedure. La principale criticità sollevata dai medici di famiglia riguarda gli spazi: solo una minima parte ha acconsentito ad effettuare i test negli ambulatori. Per gli altri, si sono attivati la Asl che ha messo a disposizione una ventina di locali sparsi per la provincia e i sindaci, che hanno individuati locali adatti (spesso centri anziani, ora chiusi per l’emergenza Covid-19). Anche le associazioni si sono mobilitate: alcuni comitati locali della Cri si sono fatti avanti.

“Il nodo è che spesso gli studi si trovano in condomini, non hanno possibilità di ingresso e uscita differenziati. Insomma, non presentano le caratteristiche idonee allo scopo”, rimarca Fiore. Per gli spazi messi a disposizione da Asl, Comuni e terzo settore, servono però alcuni giorni di tempo: “Vanno apportate alcune piccole modifiche per garantirne la funzionalità. Pertanto, in gran parte della provincia i test dai medici di base inizieranno tra qualche giorno”, specifica il segretario Fimmg.

Come funzionerà? Il test non sarà per tutti: verrà effettuato su asintomatici sospetti o su persone in quarantena, per garantirne la fine della reclusione forzata in tempi più rapidi. “Ritengo che questo impegno di noi medici – continua Fiore – sia una bella iniziativa che aiuterà a sgravare i drive-in della provincia”.
La maggioranza dei tamponi antigenici somministrati sarà di tipo qualitativo: il risultato arriverà in brevissimo tempo, tra i 10 e i 30 minuti, e sarà lo stesso medico a comunicarlo al paziente e alla Asl (se positivo, sarà necessario il tampone molecolare di conferma). Per il cittadino, il test sarà gratuito mentre i dottori riceveranno un rimborso dalla Regione Lazio di 18 euro se verrò utilizzato lo studio e di 12 se lo screening sarà effettuato in strutture messe a disposizione da terzi.

“L’importante – conclude Fiore – è partire e dare il segnale che noi medici ci siamo. Altri, sono convinto, poi aderiranno. Spero, infine, che la diffusione di soggetti che effettuano i test, dai laboratori ai farmacisti, seppur legittima non faccia perdere il conto dei dati sui positivi”.

Ultimo aggiornamento: 18:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA