Siccità e rincari mettono a rischio la produzione agricola nella Tuscia

Un momento della manifestazione degli agricoltori a Viterbo
di Diego Galli
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Sabato 26 Marzo 2022, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 27 Marzo, 13:23

“Il settore vive uno dei periodi più difficili di sempre, dopo due anni di covid e di grandissimi sacrifici, oggi abbiamo su di noi anche lo spettro della guerra e la relativa speculazione”. Davide Zapponi è un imprenditore agricolo della Tuscia e rappresentante di Coldiretti, proprietario dell’azienda agrituristica Frà Viaco di Valentano, ricca di oltre 80 ettari di terreno, suddivisi tra allevamento e culture varie. Ad aggravare la complessa situazione, tra rincari energetici, caro carburante e prezzi delle materie prime alle stelle, ci si è messo anche il tempo, con la siccità che comincia a destare molta preoccupazione negli agricoltori.

“Le restrizioni prima e i rincari adesso ci hanno messo con le spalle al muro – prosegue – siamo rimasti indietro con la produzione e con la trasformazione dei vari prodotti. Nonostante gli sgravi operati dal governo, la situazione resta critica. Il costo dei mangimi è passato da 32 a 48 euro, quello del mais è volato oltre i 45 euro”. Le problematiche, affossano anche gli investimenti. “Molti hanno evitato di concimare i terreni perché anche lì ci sono stati aumenti fino al 170% - conclude – la produzione di grano, orzo e altre culture è davvero a rischio e l’intera filiera è stremata”. Ad alleviare, in minima parte, le sofferenze dell’imprenditore, il buon andamento del suo agriturismo.

“È indubbio che gli ampi spazi aperti e la grandezza delle nostre sale ci hanno aiutato – spiega – rispetto ad altri ristoranti, come quelli cittadini, abbiamo goduto di un certo vantaggio, anche se la situazione non è stata per niente semplice da gestire perché mentre tutti erano in lockdown, noi non potevamo fermarci. Il bestiame e i campi continuavano ad avere bisogno costante delle nostre attenzioni”. Proprio l’altra mattina, una manifestazione spontanea degli agricoltori, ha bloccato il traffico viterbese con lo scopo di attirare l’attenzione delle autorità e sensibilizzare ai problemi sopraccitati. Coldiretti, nonostante non abbia partecipato attivamente, così come gli altri sindacati, promette di non lasciare soli gli agricoltori.

“Grazie alle precedenti manifestazioni che avevamo organizzato, sia a livello locale che nazionale siamo riusciti a portare a casa risultati importanti, come associazione di categoria – conclude – gli gravi ottenuti, ed emanati dal governo proprio in questi giorni, sono un primo passo verso una situazione che, tuttavia, dovrà migliorare ulteriormente”. Il prossimo passo, ora, sarà quello di sollecitare nuovamente la politica locale.

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