Ladre entrano in casa di una coppia di poliziotti: tentano la fuga ma lui le insegue in mutande e le arresta

Sabato 13 Gennaio 2018 di Renato Vigna
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Forzano la porta di un appartamento a Viterbo per tentare di rubare ma all’interno trovano un poliziotto che le insegue e le blocca. L’episodio si è registrato ieri mattina in via Monte Nevoso, quando un agente della Questura  del capoluogo nel turno di riposo - è poliziotta anche la moglie, che invece era in servizio - all’interno del proprio appartamento sentiva suonare ripetutamente dapprima il citofono, poi il campanello di casa. 

L'agente, considerata l’insistenza, si insospettiva e dalla stanza da letto si dirigeva verso l’ingresso con la pistola d'ordinanza in mano. Ma in fondo al corridoio vedeva due donne e, dopo essersi qualificato quale agente di polizia, intimava loro di fermarsi. Ma le due si davano alla fuga giù per le scale e poi in strada. Per qualche centinanaio di metri venivano inseguite dall’agente che, sebbene fosse scalzo e senza pantaloni, riusciva a bloccarle in via Monte Bianco. 

Sul posto convergevano poi gli equipaggi delle Volanti che prendevano in consegna le donne. Le due, poi identificate come nomadi di un campo di accoglienza di Roma, di 33 e 23 anni (questa dichiarava subito di essere incinta), venivano portate in questura. Qui emergevano, oltre a numerosi precedenti, anche una serie di provvedimenti a carico delle stesse rom. In particolare, la trentatreenne risultava essere stata già sottoposta nel 2015 dal questore di Viterbo all’allontanamento dalla città; mentre la ventitreenne era addirittura ricercata per diverse pene da scontare (oltre cinque anni complessivi) per furti già commessi in zona. 

Le due nomadi sono state quindi arrestate per tentato furto aggravato e possesso di strumenti per lo scasso; oltre alla denuncia - per la maggiore delle due - per inottemperanza al foglio di via obbligatorio, mentre la più giovane, con provvedimento del Questore, allontanata dalla città. Ieri poi, al giudizio direttissimo, è stato convalidato l’arresto e disposto, come misura cautelare, l’obbligo di firma per le due donne. Inoltre per la 23enne la Squadra mobile ha eseguito un ordine di carcerazione emesso dalla procura di Ascoli Piceno; da qui il trasferimento nel carcere di Rebibbia. Ultimo aggiornamento: 14 Gennaio, 16:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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