«Col super eco bonus un’occasione per l’occupazione»

Martedì 11 Agosto 2020 di Luca Telli
Occupazione e lavoro, dal super ecobonus previsto dal Decreto rilancio un’occasione di crescita e sviluppo per tutta la provincia. «Riaccendere l’edilizia significa alimentare una fornace capace di muovere l’intera macchina – spiega Francesco Agostini, segretario della Filca Cisl -. Penso a tutta la manodopera che potrebbe mobilitare e, per citare un esempio, hai benefici per il polo ceramico di Civita Castellana». L’agevolazione fiscale consiste in una detrazione dall’imposta lorda pari al 110% delle spese sostenute dal primo luglio 2020 al 31 dicembre 2021 (alla quale potrebbe seguire una proroga di 2 anni) da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo. Il superbonus abbraccia le spese ‘sostenute per interventi chiamati “trainanti” (di efficientamento termico o antisismici) effettuati su parti comuni di edifici e su unità immobiliari funzionalmente indipendenti e che dispongono di uno o più accessi autonomi dall’esterno, situate all’interno di edifici plurifamiliari o unifamiliari’. «Misura sociale», la definisce Agostini, che garantisce a tutti, a prescindere dalle fasce di reddito, di poter vivere in case efficienti e sicure potenzialmente senza esborso di denaro. Se si paga direttamente l’impresa, si può chiedere la fruizione diretta della detrazione, in cinque quote annuali di pari importo. Oppure scegliere lo sconto in fattura applicato dalla impresa o dalle imprese che acquistano a loro volta un credito d’imposta del 110%. O, ancora in alternativa, la cessione del credito ad altri soggetti, comprese le banche «che – continua Agostini – devono fare la loro parte». Tra i beneficiari: condomini, persone fisiche (al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni), Istituti autonomi case popolari (Iacp), cooperative di abitazione a proprietà indivisa, onlus e organizzazioni di volontariato, associazioni e società sportive dilettantistiche. «Tradotto – continua Agostini – una carta che anche i Comuni possono giocare con una guadagno per la collettività e le imprese a cominciare da quelle di un settore vertice di filiera che, nel corso degli anni, ha pagato tutte le crisi economiche a caro prezzo. Nel 2011, nel comparto edilizia si contavano 4000 addetti, oggi sono 1900 – continua Agostini –. E meglio non va per le imprese, passate da 1000 a 500. Numeri che non hanno bisogno di altri commenti».
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