CORONAVIRUS

Il racconto di una coppia di Blera: «Bloccati in Marocco per 40 giorni: ecco come siamo riusciti a tornare»

Domenica 3 Maggio 2020
Patrizia Pulina e il marito sull'aereo di ritorno

«Saremmo dovuti rientrare il 14 marzo. Invece, il nostro volo è stato cancellato e da lì è iniziato il nostro incubo». Patrizia Pulina è una giovane donna di Blera, vittima del Covid-19 che l'ha bloccata a Casablanca in Marocco con il marito Smail Jalal. La coppia era partita il 7 marzo da Roma, alla vigila del lockdown non ancora ufficializzato: «Allora in Italia – afferma Patrizia - ancora non c’erano idee chiare sulla gravità della situazione. Prima di partire, abbiamo chiamato in aeroporto. Ci hanno confermato la regolarità dei voli. Dovevamo fermarci solo una settimana, il tempo di salutare la famiglia di mio marito e sbrigare alcune pratiche burocratiche».

E, invece, il 10 marzo la telefonata che li getta nel panico. «La compagnia telefonica ha cancellato il volo di ritorno del 14 marzo. Abbiamo provato ad anticipare il rientro, cercando un altro collegamento. Ma niente, tutto annullato. Da quel momento è cominciata la nostra odissea. Non sapevamo a chi rivolgerci», ricorda la donna. D’aiuto sono stati i social, soprattutto un gruppo nato spontaneamente su Facebook per raccogliere tutti gli italiani rimasti incastrati all’estero dalle misure contro il coronavirus.

«Così – continua Patrizia - ci siamo scambiati informazioni utili, anche perché il Consolato è stato praticamente assente. Quando ho scritto, specificando pure che avevamo finito i soldi, hanno solo risposto con una mail generata automaticamente in cui ci avvertivano che avrebbero preso in considerazione il nostro caso. Poi, il silenzio». La disperazione di Patrizia e Smail cresce, finché l’8 aprile scrivono al sindaco di Blera, Elena Tolomei.

«Le abbiamo raccontato tutto, sperando potesse aiutarci. E così è stato: il 24 aprile, dopo diverse peripezie, siamo finalmente tornati a casa. Certo, il volo di ritorno lo abbiamo pagato caro: 440 euro a testa, ma almeno il nostro incubo è finito. Dobbiamo ringraziare il sindaco e chi è intervenuto con lei per darci una mano», afferma. Il ricordo peggiore di quel mese e mezzo in cui sono stati bloccati a Casablanca? «La sensazione di abbandono: abbiamo scritto a Consolato, ambasciata e Farnesina, senza ottenere risposte concrete». Quella più bella, invece, «la solidarietà dei marocchini che hanno cercato in tutti i modi di farci sentire a casa».

Il sindaco ricorda la mattina dell’8 aprile quando le è arrivato il messaggio di Patrizia. «Mi scriveva di essere rimasta bloccata e mi pregava di aiutarla. Ho subito chiamato Alessandro Mazzoli (ex presidente della Provincia di Viterbo, già deputato del Pd, ora consigliere del ministro Francesco Boccia, ndr) perché è sempre rimasto in contatto coi territori, pronto ad aiutare gli amministratori. E anche stavolta è stato così: lui ha fatto da tramite con la Farnesina ed è riuscito a riportarli a casa. Sono felice di questa storia a lieto fine in un momento così difficile»; conclude Tolomei.

La coppia, fino al 9 maggio, resterà in quarantena fiduciaria.

Ultimo aggiornamento: 20:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA