Affittopoli, la farsa dei rincari. «La casa a Fontana di Trevi? Pago 286 euro, ma è tanto umida»

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«Che effetto fa? Direi normale», risponde Emilio De Lipsis, 74 anni, mentre schiude le persiane della casa che ha in affitto dal Comune e spunta il torso marmoreo del dio Oceano, che troneggia tra i flutti disegnati da Nicola Salvi. Normale aprire la finestra e vedere Fontana di Trevi? «Viviamo qui da tanti anni, ci siamo abituati. Pensi che quando abbiamo ospiti, qualcuno si lamenta del rumore dell'acqua, ci dicono: sembra che piove. A noi non dà fastidio, però certo, l'umidità a volte si sente, è molto forte». Pecca sopportabile, c'è da immaginare, per chi paga 286 euro al mese per vivere in 90 metri quadri con doppio affaccio - dal salone e dalla camera da letto - su uno dei monumenti più belli al mondo, simbolo della Roma barocca riprodotto perfino a Las Vegas. De Lipsis mostra l'ultima bolletta pagata al Campidoglio, datata 5 luglio 2019: due fogli, col versamento di 215 euro più un'altra settantina. Fino al 2015 pagava 207 euro al mese. Poi i canoni sono stati adeguati, come ha rivelato ieri Il Messaggero, e si è arrivati alla cifra di 286 euro, tutto annotato nel rapporto del 2019 sfornato dal Comune.

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