Covid, colpita anche la pastorizia. L'allevatore abruzzese: «Servirà riorganizzare questo tipo di economia»

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Le mandrie esercitano sull’ambiente un rinnovamento e «la pastorizia ha per secoli plasmato il territorio e soprattutto ha dato sostentamento alle economie di montagna». Parole di Nunzio Marcelli, il pastore di Anversa degli Abruzzi, nell’aquilano, che ideò l’adozione delle pecore a distanza, nel 1999, proposta che risollevò economicamente un intero territorio che quasi non aveva più identità. «La pastorizia rischiava di scomparire» dice Marcelli sottolineando che là dove è rimasta più a lungo c’è maggiore biodiversità. Fino ad un anno fa l’allevatore proponeva a curiosi e turisti il viaggio, stile transumanza, con le greggi immersi nella natura degli antichi tratturi degli Appennini. Ora però l’emergenza sanitaria ha fermato tutto: «Credo che l’umanità non è nuova a queste crisi pandemiche - aggiunge Marcelli, componente del direttivo Indicazione geografica protetta (Igp) Agnello del Centro Italia - È solo questione di tempo. Parlavo con un vecchio medico che mi diceva che per la Spagnola ci sono voluti circa 2 anni. Credo che qui si riuscirà ad accorciare qualche semestre se le vaccinazioni vengono fatte in maniera totale. Perché è un ciclo che caratterizza tutte queste pandemie. C’è solo da aspettare - incoraggia il pastore di Anversa – Si tratterà di riorganizzare un tipo di economia che già funzionava, ma probabilmente ha bisogno di qualche correttivo». (LaPresse)

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