Australia, da ottobre stop alla scalata dell'Uluru: assalto dei turisti al monolite-simbolo

Lunedì 30 Settembre 2019 di Francesca Spanò
Australia, da ottobre stop alla scalata dell'Uluru: assalto dei turisti al monolite-simbolo

Conto alla rovescia per la fine di un must turistico che, per anni, ha violato il monolite sacro agli aborigeni. Da ottobre, infatti, non sarà più possibile scalare l’Uluru, in Australia, e la notizia ha moltiplicato gli arrivi anziché dimezzarli. Sì, perché sembra che da tutto il mondo in pochi vogliano rinunciare a provare una volta nella vita l’emozione adrenalinica (e pericolosa) di arrivare in cima, dimenticando che si tratta di una montagna dalla lunga storia e dal profondo significato spirituale. Le code, al momento, sono dunque lunghissime in quella che sembra essere, più del solito, una grande invasione.
 
Una formazione arenaria di 550 milioni di anni fa
 
L’Uluru si trova nel cuore del deserto rosso australiano e dopo anni di proposte, sarà presto osservabile solo da lontano. Precisamente dal prossimo 26 ottobre. Lo stop alle arrampicate, però, sembra aver scatenato una sorta di panico generale e da ogni dove la voglia di salire lassù per l’ultima volta è diventata irrefrenabile e le polemiche, ovviamente, non mancano. Basta fare un giro su internet per accorgersi che tutta l’estate c'è stato un moltiplicarsi di immagini di potenziali scalatori che poco a cuore hanno l’importanza che il monolite riveste per gli aborigeni.
 

 

La data è solo una formalità

Il problema non è il giorno in cui questo tratto del Parco Nazionale Uluru-Kata Tjuta sarà interdetto, ma il valore che è dato al territorio e che resta sconosciuto ai più. Se finalmente è stato confermato il diritto del popolo Anangu di preservare un luogo sacro e legato direttamente al passato, questa inattesa presenza turistica sembra beffarsi del valore ambientale e culturale del sito. Del resto, l’annuncio della chiusura ormai è avvenuto da tempo. Era il 2017 quando fu resa pubblica la decisione e per un lungo periodo i visitatori smbravano aver capito il profondo valore dell’Uluru scegliendo di non arrampicarsi. Con l’avvicinarsi dello stop, però le cose sono cambiate ed è ricominciato un vero e proprio vandalismo che porta anche a selfie in zone proibite e all’abbandono di rifiuti sulla cima. Senza rispetto alcuno. Per fortuna però, non è l’unico modo di visitare la montagna rossa. Sono tantissimi, infatti, coloro che per emozionarsi non hanno bisogno di altra adrenalina rispetto a quella regalata dalla fortuna di trovarsi sì, a due passi da questa meraviglia naturalistica che ha attraversato i secoli.
 
 
 
 

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