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In Armenia, nel paese delle pietre urlanti

Monastero Geghard (credits Nbts)
di Sabrina Quartieri
4 Minuti di Lettura
Domenica 21 Giugno 2015, 20:15 - Ultimo aggiornamento: 23 Giugno, 17:16

Le chiese cristiane sembrano nascondersi tra verdi vallate e fitti boschi. Altre volte si ergono fiere, tra rocce impervie e acuminate, rendendosi difficilimente accessibili al visitatore. Il Paese "delle pietre urlanti", terra di grandi tesori religiosi e luogo di transito di antichi pellegrini in viaggio, si trova al confine tra Oriente e Occidente: l’Armenia si svela attraverso centri spirituali immersi nello stupefacente contesto naturale delle montagne del Caucaso. Il suo territorio, stretto tra altrettante mete di misteriose bellezze, confina a nord con l’affascinante Georgia, bagnata dalle acque del Mar Nero.

Andare alla scoperta di questi due luoghi significa vivere un’esperienza mistica e culturale, tra monasteri, siti archeologici scavati nella roccia e antiche fortezze, ma anche compiere un viaggio attraverso la natura, tra isolati ghiacciai e lunghe distese di prati. Con una prima sosta ad Erevan, capitale dell’Armenia, si fa tappa al memoriale “Tsitsernakaberd”, dedicato alle vittime del Genocidio, e al Museo Storico, per conoscere gli usi e i costumi di questo popolo. Si parte poi per il cosiddetto “Vaticano armeno”, ovvero Echmiadzin e si raggiungono le rovine della cattedrale di Zvartnots, una vera perla dell’architettura del VII secolo, dichiarata Patrimonio dell’Umanità Unesco. Il giorno successivo, dopo il giro al Museo della Storia d’Armenia, si procede verso Amberd: a circa 2300 metri d’altezza, sulla cima di un promontorio roccioso, è qui che si trova la famosa “fortezza tra le nuvole”.

Si continua con il monastero di Khor Virap, del VII secolo, situato nella valle del monte Ararat (la leggenda narra che proprio da questo punto sia discesa l’Arca di Noè), un luogo molto importante per il popolo armeno perché si lega alla storia di Gregorio l’Illuminatore, colui che introdusse il Cristianesimo nel Paese, divenendo il primo Patriarca Supremo della Chiesa Apostolica Armena. Da qui, ci si sposta nel luogo sacro di Noravank (XIII secolo), distante 120 chilometri dalla capitale: costruito in un punto di difficile accesso, il monastero è circondato da un paesaggio incantato.

Tornati ad Erevan, si visita la biblioteca del V secolo, la Matenadaran: ritenuto uno dei più ricchi depositi in tutto il mondo di manoscritti e documenti antichi, qui si può ammirare anche la prima copia della Bibbia in lingua armena; subito si riparte per il Tempio Garni, di epoca ellenistica, costruito nel I secolo e dedicato al dio Mitra; poi si raggiunge il Nord-est e in particolare il monastero Geghard, scavato in parte nella roccia, detto anche “delle Sette Chiese” o “della Lancia”, dalla reliquia che ferì Gesù durante la crocifissione. Lungo il percorso del lago di Sevan, considerato uno dei più alti al mondo, ci si fermerà a Dilijan o “Piccola Svizzera Armena”, oggi uno dei luoghi di villeggiatura più frequentati nel Paese, un paradiso di montagne, boschi e sorgenti minerali. Dopo aver raggiunto altri due monasteri, ci si mette in viaggio verso il confine con la Goergia: una volta nel Paese, si partecipa al Tbilisi City Tour, per esplorare i luoghi più importanti della sua capitale: dalla città vecchia con la cattedrale di Sioni del VII secolo, all’antica fortezza di Narikala dello stesso periodo, passando per le antiche Terme sulfuree, con le caratteristiche cupole di mattoni. Non da meno, la parte moderna del centro, con il Museo Nazionale o la passeggiata lungo Corso Rustaveli, principale via di Tbilisi.

Imperdibile la tappa a Mtskheta, antica capitale e centro religioso della Georgia, con visita alla chiesa storica, alla cattedrale e al sito archeologico. Si procede verso Ovest per Gori, città che diede i natali a Iosif Stalin, Segretario del Partito Comunista dell’URSS e leader politico del Paese dal 1924 al 1953. Qui si potrà vedere il Museo a lui dedicato. Interessanti le destinazioni successive: la città scavata nella roccia di Uplistsikhe e Kutaisi, con la regione della Colchide, legata alla leggenda del “Vello d’Oro”. La penultima giornata di viaggio comincia con un'escursione alla scoperta della zona di Kakheti, terra ricca di vigneti; poi si raggiunge Gremi, con la fortezza e il complesso religioso fatto costruire nel 1565 dal Re Levan di Kakheti, dedicato agli Arcangeli Michele e Gabriele. Ultima sosta, prima di rientrare a Tbilisi e poi in Italia, Sighnaghi, una città fortificata che domina la valle di Alazani. Circondato da una lunga cinta muraria e protetto da torri, questo luogo serviva a preservare la zona dalle incursioni dei Lezghiniani. Un sito prezioso, capace nel tempo di conservare il suo aspetto originale: da qui sarà possibile godere dello splendido panorama sui monti del Gran Caucaso. Per informazioni: www.nbts.it; itinerario di 11 giorni/10 notti; tariffe a persona a partire da 1792 euro per una vacanza in gruppo di 8 persone; in coppia, da 2.436 euro.