Il Piccolo mondo antico? C'è ancora e si può visitare

Lunedì 27 Ottobre 2014
Veduta di Villa Fogazzaro
Tutto è rimasto identico, come a metà dell’Ottocento, quando lo scrittore Antonio Fogazzaro ha ambientato nella sua villa di Oria in Valsolda, sul versante orientale del lago di Lugano, le vicende di «Piccolo mondo antico», il suo romanzo più famoso, portato al cinema nel 1941 da Mario Soldati e interpretato da Alida Valli e Massimo Serato. C’è il giardino con le stesse piante di allora: i cipressi, il glicine, l’olea fragrans, la vite del Canada. Ci sono l’orto di Franco, il vecchio viottolo che costeggia il lago, la terrazza e la darsena dove nel romanzo annega la piccola Maria, la «Ombretta sdegnosa del Missisipì».



E poi i saloni, i salottini, lo studio, le camere da letto, la cucina, come se i padroni di casa fossero solo usciti un attimo a fare due passi. Oggi la proprietà di questo luogo straordinario è stata lasciata in eredità al Fai, il Fondo per l’ambiente italiano, dal marchese Giuseppe Roi, pronipote di Antonio Fogazzaro (suo nonno sposò la figlia del grande scrittore).



Nel romanzo di Fogazzaro è il paesaggio uno dei protagonisti principali. Qui il lago è stretto tra le montagne aspre, ripide, boscosissime e diversi paesini si affacciano, a mezza costa, in un angolo dimenticato d’Italia, in provincia di Como, al confine con la Svizzera. Chi oggi ripercorre quei sentieri vive la sorpresa di ritrovarsi facilmente nelle descrizioni precise di Fogazzaro dei luoghi in cui si muovono i suoi personaggi: San Mamete, Cressogno, Loggio. Ma la meraviglia più grande è poter ammirare l’interno della villa, descritta nel romanzo nei minimi particolari, proprio come la vediamo oggi: «.. Sopra l’arco della darsena una galleria sottile lega il giardinetto pensile di ponente alla terrazza di levante e guarda il lago per tre finestre. La chiamavano loggia, forse perché lo era stato in antico. Dietro alla loggia vi ha una sala spaziosa e dietro alla sala due stanze: a ponente il salottino da pranzo tappezzato di piccoli uomini illustri di carta, ciascuno sotto il proprio vetro e dentro la propria cornice. Dai cassettoni rococò delle camere da letto alla madia della cucina, dal nero pendolo del salottino da pranzo al canapè della loggia con la sua stoffa marrone cosparsa di cavalieri turchi gialli e rossi, dalle seggiole impagliate a certi seggioloni dai braccioli spropositatamente alti...».



Tutta la casa, poi, è piena di oggetti ottocenteschi, soprammobili, uccelli impagliati, stampe e fotografie d’epoca, ma anche i pezzi di arredamento di grande valore. Dalle ceramiche e dai servizi di piatti del Settecento, firmati dalla Manifattura Cozzi, a tappeti, mobili e un piccolo quadro di Fattori con un soldato a cavallo. Particolarmente affascinante lo studio dello scrittore, dove sono conservati i suoi libri. E la sua scrivania da lavoro, dove tra i tanti appunti originali c’è anche quello che riporta queste parole: «11 agosto 1895, finito nel pianto “Piccolo mondo antico”». Un luogo straordinario e un po’ dimenticato, come lo stesso Fogazzaro è oggi. Quasi un eremo, che proprio per questo è ancor più affascinante da riscoprire.





INFO



Villa Fogazzaro Roi, Oria, Valsolda (Como); tel. 335.7275054, www.fondoambiente.it



Come arrivare



Da Como seguire le indicazioni per Menaggio, Porlezza e Valsolda; proseguire poi per quattro chilometri circa lungo la Strada Statale 340 in direzione della Dogana di Gandria. Oltrepassata Oria, in corrispondenza del bivio per Castello e Albogasio Superiore, si trova Villa Fogazzaro Roi.



La visita



La visita alla Villa è possibile da aprile a fine ottobre tutti i sabati dalle ore 10 alle ore 18, oppure su prenotazione per gruppi di almeno 24 persone e Delegazioni FAI in tutti gli altri giorni. L’ingresso è riservato agli Iscritti e agli Amici FAI. Possibilità di iscriversi in loco. Contributo minimo di 10 euro. Ultimo aggiornamento: 5 Novembre, 00:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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