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Papa Francesco riforma l'ex Sant'Uffizio, più razionale e meno burocratico, ora ha due sezioni

Papa Francesco riforma l'ex Sant'Uffizio, più razionale e meno burocratico, ora ha due sezioni
di Franca Giansoldati
4 Minuti di Lettura
Lunedì 14 Febbraio 2022, 12:34

Città del Vaticano – Papa Francesco ha messo mano alla struttura della Congregazione della Fede, praticamente il dicastero più importante della curia romana, rendendolo più snello, sostanzialmente meno ingabbiato da logiche burocratiche e dottrinali. Una riforma che va nell'indirizzo voluto da questo pontificato, di avvicinare il più possibile il governo della Chiesa alle esigenze del popolo di Dio. In particolare l'ex sant'Uffizio è stato diviso in due sezioni, una dottrinale (per analizzare e coordinare tutti i documenti in uscita che dovranno rispecchiare la retta dottrina) e una disciplinare, incaricata di vigilare, giudicare, amministrare la giustizia anche su materie come la pedofilia, gli abusi di potere, l'omosessualità.

Il ritocco strutturale del dicastero precede di qualche mese l'uscita di scena del cardinale gesuita Ladaria, attuale prefetto, che andrà in pensione a giugno. Al suo posto, secondo il tam tam interno, dovrebbe arrivare monsignor Charles Scicluna, l'arcivescovo che più di tutti si è battuto per provvedimenti duri contro la pedofilia e gli insabbiamenti dei vescovi. 

Ancora un volta Papa Francesco ha riformato un dicastero attraverso un Motu Proprio (in attesa della costituzione ancora in via di elaborazione) spiegando che questo atto di governo è nato sull'esigenza di dare alla congregazione «un’impostazione più adatta all’adempimento delle funzioni che le sono proprie«. 

La Sezione Dottrinale si occupa della promozione e della tutela della dottrina e della morale, favorendo «gli studi volti a far crescere l’intelligenza e la trasmissione della fede al servizio dell’evangelizzazione, perché la sua luce sia criterio per comprendere il significato dell’esistenza, soprattutto di fronte alle domande poste dal progresso delle scienze e dallo sviluppo della società». 

«Per quanto concerne la fede e i costumi, la Sezione predispone l’esame dei documenti che devono essere pubblicati da altri Dicasteri della Curia nonché degli scritti e delle opinioni che appaiono problematici per la retta fede, favorendo il dialogo con i loro autori». 

Nella attuale formulazione, rispetto alla precedente disponibile anche sul sito vaticano, sono sparite le parole: scisma, eresia, errore. 

La Sezione Disciplinare che si occupa dei delicta graviora, i più gravi (compreso gli abusi) si avvale della giurisdizione del Supremo Tribunale Apostolico che è istituito, al fine di «promuovere una retta amministrazione della giustizia. A tale scopo la Sezione promuove le opportune iniziative di formazione che la Congregazione offre agli Ordinari e agli operatori del diritto, per favorire una retta comprensione e applicazione delle norme canoniche relative al proprio ambito di competenza». 

Il nuovo passaggio segna una evoluzione del cammino della Chiesa considerando che la Congregazione per la dottrina della Fede nasce per difendere l’ortodossia già dalla prima metà del XIII secolo, sotto il pontificato di Gregorio IX (1227–1241). E' a quel pontefice che risalgono le origini dell’inquisizione medievale per reprimere ogni forma di eresia. A partire da quell’epoca, la repressione, in precedenza affidata ai vescovi fu esercitata anche dalla Santa Sede attraverso la nomina di speciali legati e, in seguito, di appartenenti agli ordini religiosi, in particolare domenicani e francescani. Si è così sviluppata una istituzione formata da una rete di tribunali, i cui titolari, erano chiamati a giudicare e, eventualmente, condannare gli imputati del delitto di eresia. A volte avveniva il ricorso alla tortura e, nei casi più gravi, la condanna a morte sul rogo.

L'esecuzione delle sentenze capitali era tuttavia affidata alle autorità civili. Il potere temporale, infatti, si dimostrava generalmente pronto a collaborare alla lotta contro l'eresia, in quanto l'eretico veniva percepito come una minaccia alla coesione della società. Il cammino della struttura è stato lungo e ha subito diverse importanti riforme, fino all'ultima, quella di Francesco che dà all'ex sant'Uffizioil volto attuale per dialogare con la società.

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