CORONAVIRUS

Il Papa rammenta il significato del 1 Maggio: «Adesso pensate a chi non ha il lavoro»

Mercoledì 29 Aprile 2020 di Franca Giansoldati

Città del Vaticano - «Venerdì prossimo ricorrerà la festa di San Giuseppe lavoratore: per sua intercessione, affido alla misericordia di Dio le persone colpite dalla disoccupazione a causa dell'attuale pandemia. Possa il Signore essere la Provvidenza di tutti i bisognosi e incoraggiarci ad aiutarli!». Lo ha detto papa Francesco nell'udienza generale, durante il saluto ai fedeli di lingua francese. Poi ha parlato di un mondo che vive in funzione del denaro e questo fa sì che «chiunque dimostri che la vita può compiersi nel dono e nella rinuncia diventa un fastidio per il sistema dell’avidità».

L'altro grande tema toccato durante la udienza trasmessa in streaming ha riguardato il dramma della persecuzione, una situazione quasi di «liberazione dalla sudditanza al successo, alla vanagloria e ai compromessi del mondo».

Di cosa si rallegra chi è rifiutato dal mondo per causa di Cristo? Si chiede il Papa: «Di aver trovato qualcosa che vale più del mondo intero (…) È doloroso ricordare che, in questo momento, ci sono molti cristiani che patiscono persecuzioni in varie zone del mondo, e dobbiamo sperare e pregare che quanto prima la loro tribolazione sia fermata. Esprimiamo a questi fratelli e sorelle la nostra vicinanza: siamo un unico corpo, e questi cristiani sono le membra sanguinanti del corpo di Cristo che è la Chiesa».

La festa di San Giuseppe artigiano fu istituita ufficialmente da Pio XII il Primo Maggio del 1955 per aiutare i lavoratori a non perdere il senso cristiano del lavoro.

Ultimo aggiornamento: 11:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA