Il Vaticano in sei anni cambierà tutte le auto in uso nel piccolo stato pontificio. Persino la papamobile. Largo all'elettrico e all'ibrido. La transizione energetica e la conseguente dismissione di vetture a benzina o a gas è un obiettivo primario che Papa Francesco vuole realizzare a tambur battente, a cominciare dalle utilitarie che generalmente utilizza per spostarsi a Roma. Una mossa che anticipa la sua partecipazione all'inaugurazione della imminente COP28 ad Abu Dhabi e si inserisce nello spirito dell'enciclica green Laudato Sì e dell'esortazione apostolica Laudate Deum.
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Oggi il Governatorato dello Stato Citta del Vaticano ha annunciato di avere avviato un programma di sviluppo della mobilita sostenibile piuttosto ambizioso che ha chiamato «Conversione Ecologica 2030» per ridurre l’impatto di CO2 della propria flotta di veicoli.
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Nel frattempo ha fatto un accordo con il Gruppo Volkswagen - il colosso automobilistico che mira a diventare un’azienda a zero emissioni di carbonio entro il 2050 e ridurre l’impronta di carbonio dei propri veicoli del 30% entro il 2030. L'azienda tedesca diventa il primo partner strategico del Vaticano per il rinnovamento del parco auto con vetture Volkswagen e Skoda attraverso la formula del noleggio a medio e lungo termine.
IL piano prevede di sostituire gradualmente le vetture di propria proprietà dello Stato con veicoli elettrici, implementare la propria rete di ricarica nelle zone extraterritoriali estendendone l’uso ai propri dipendenti; e assicurare che il proprio fabbisogno energetico provenga esclusivamente da fonti di energia rinnovabili.
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