Siria, i 20.000 i bambini fantasma senza sorriso: orfani e mai riconosciuti da nessuna anagrafe

Siria, i 20.000 i bambini fantasma senza sorriso: orfani e mai riconosciuti da nessuna anagrafe
di Franca Giansoldati
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Giovedì 11 Marzo 2021, 18:20 - Ultimo aggiornamento: 13 Marzo, 16:00

Non sorridono mai e appena sentono un rumore forte si mettono a tremare come delle foglie. Sono tutti nati e cresciuti con i boati dei missili e delle bombe. Hanno già sperimentato il dolore, portano impressi negli occhi gli stupri, le decapitazioni, le uccisioni. Disegnano quasi tutti persone sdraiate con i razzi che cadono come fossero fiocchi di neve. Calcano il pennarello sul foglio fino a farne un piccolo solco sulla carta a esorcizzare quel brutto ricordo. 

C'è una intera generazione di bambini perduti, spenti e traumatizzati in Siria. A dieci anni dalla guerra si fanno i conti con quello che è l'effetto più catastrofico del capitolo bellico. L'Unicef ha stimato siano stati uccisi o feriti almeno 12 mila piccoli, ai quali vanno aggiunti i destini atroci dei 5 mila ragazzini reclutati come soldati dall'Isis. Gli psicologi che da alcuni anni cercano di lavorare sul trauma parlano di ferite difficilmente sanabili e grazie a una rete di associazioni – sia musulmane che cristiane – stanno provato a dare una dimensione al fenomeno dei bambini fantasma.

Sono fantasmi perchè per nessuno Stato esistono, non hanno un nome e un cognome per nessuna anagrafe. Sono rimasti orfani di entrambi i genitori, oppure solo del padre, quasi sempre un miliziano jihadista caduto in guerra oppure scappato abbandonando tutto.

Nascite avvenute a cavallo della battaglia di Aleppo, tra il 2014 e il 2016, una delle fasi di violenza più acuta. Il 70 per cento degli edifici venne distrutto dai bombardamenti per colpire le milizie che si erano stabilite. Veniva praticato lo stupro come arma di distruzione di massa. Le ragazze (alcune delle quali consenzienti) venivano prese in sposa dai jihadisti per ripopolare lo stato islamico, come da propaganda. Le “spose della Jihad” erano giovanissime di bassa estrazione sociale e prive di educazione. Nel 2016 quando Aleppo fu riconquistata dall’esercito siriano e alle milizie venne garantito un corridoio umanitario dalle Nazioni Unite per fuggire a nord, verso Idlib, rimasero indietro le donne e i loro bambini. Molte negarono che i figli fossero loro.

Oggi si calcola che in tutta la Siria vi siano almeno 20 mila bambini fantasma, senza alcuna registrazione all'anagrafe. Una associazione italiana tra le più attive da anni nella zona, Pro Terra Sancta (www.proterrasancta.org) si attivò immediatamente. «Solo ad Aleppo i bambini fantasma sono 8 mila. Non hanno nome né cognome all'anagrafe, non hanno copertura sanitaria e nemmeno scolastica. Non sono mai stati registrati. E' un aspetto della guerra. Grazie alla collaborazione dell’autorità islamica di Aleppo, siamo riusciti ad avviare un primo processo di riconoscimento legale ma i passaggi burocratici sono impegnativi e lunghi, in assenza di una legge ancora in discussione al Parlamento a Damasco» ha spiegato Andrea Avveduto, della associazione cattolica.

«Il nostro centro ad Aleppo offre un servizio di assistenza legale alle madri dei minori non registrati e anche ai minori non accompagnati al fine di ottenere i documenti necessari che confermino la loro identità all’interno dello stato siriano e garantiscano gli stessi diritti di un cittadino siriano» ha continua to Avveduto. 

I volontari che partono dall'Italia sono tanti e si uniscono ad altri volontari siriani. Psicologi, pediatri, insegnanti di educazione fisica, insegnanti di scuola elementare, persino artisti perchè la musicoterapia o l'arteterapia si è rivelata un balsamo per i piccoli tanto traumatizzati. 

Dal 2018 Pro Terra Sancta inizia così a coordinare anche progetti per le donne di Aleppo Est e hanno come scopo il renderle autosufficienti, lavorando tanto sulla assistenza psicologica: molte di queste donne hanno subito doppia violenza, prima fisica da parte delle milizie e poi sociale da parte della comunità che le ha rifiutate perchè entrate a contatto con l'Isis. «Servono corsi di alfabetizzazione ai bambini che si preparano a entrare nel sistema scolastico, ma anche per le loro mamme che spesso sono prive di istruzione e il rischio è che rimangano comunque emarginate» ha detto ancora Avveduto. 

Anche con il Covid le attività vanno avanti ad Aleppo sebbene la pandemia abbia reso tutto più difficile. «Siamo riusciti a concludere le pratiche all'anagrafe per 70 bambini fantasma. Speriamo di riprendere in pieno quest'estate. Vorremmo costruire un campo di basket». 

In Italia il dramma dei bambini fantasma è stato portato all'attenzione dell'opinione pubblica italiana da una delle psicologhe volontarie, la dottoressa Kayyali, durante il Meeting di Rimini nell'agosto del 2019. Kayyali aveva raccontato che nella sua equipe, nella zona di Aleppo, si contavano circa 8 mila piccoli, di età compresa tra i 3 e i 6 anni, tutti con traumi evidenti. Chi aveva assistito a stupri, chi a scene di morte, chi allo scoppio di ordigni. Aveva raccontato di piccoli senza gambe, altri sordi, altri ancora che avevano smesso di parlare. La maggior parte erano nati quando c'era l'occupazione del Daesh. Non avevano che conosciuto la segregazione, violenze e guerra.

Quando i combattimenti ad Aleppo terminarono e la città fu liberata le organizzazioni umanitarie, la Mezzaluna Rossa, le ong internazionali, le associazioni legate alla Chiesa cattolica si sono trovate di fronte a scenari impensabili. Era una fetta di umanità dimenticata. La psicologa siriana aveva portato come esempio uno dei suoi ultimi casi trattati. Un bimbo di 7 anni vittima di una esplosione e testimone oculare della morte di altre persone. Da allora aveva manie suicide, sbatteva la testa sulla parete fino a farla sanguinare, non parlava. Ci sono volute diverse sessioni di psicoterapia e dopo alcuni mesi i primi risultati. Un sorriso.

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