Terni, il virus entra nel Comando dei vigili urbani

Terni, il virus entra nel Comando dei vigili urbani
di Sergio Capotosti
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Mercoledì 6 Gennaio 2021, 10:51

TERNI Tamponi e sanificazione dei locali. Il Covid-19 entra dentro al Comando dei vigili urbani di Terni. E da quello che si apprende non è la prima volta che gli agenti della Municipale devono affrontare gli effetti di un contagio all’interno del Corpo. Gli agenti che sono stati più a stretto contatto con il soggetto individuato come positivo hanno già fatto i tamponi, per scongiurare la possibilità di un contagio. I locali del Comando, che si trovano al piano terra del “pentagono”, sono già stati sanificati sabato scorso, non appena è stata appresa la notizia della positività di un vigile. L’esito dei tamponi servirà per capire quanto si è esteso il virus tra i colleghi, nella speranza di scongiurare un cluster che metterebbe a dura prova la tenuta dei servizi della Muncipale, già costretta a lavorare con il personale ridotto all’osso. Dal Comune spiegano che «non è la prima volta» riferendosi alla necessità di sanificare i locali del Comando dei vigili urbani di Terni. 
«L’attività degli agenti rientra in quella categoria di servizi essenziali fatti in presenza che ovviamente non possono essere fatti in smart working», proseguono dal Comune. Resta però da capire quali siano i controlli preventivi messi in atto per evitare che una persona positiva entri a contatto con altri colleghi. Controlli che dovrebbero prevedere, come minimo, il monitoraggio della temperatura corporea prima di prendere servizio o coordinare le attività di altri colleghi.
Oltre alla Municipale, da quando è esplosa la seconda ondata, anche altri servizi sono stati colpiti dal virus. In particolare l’Anagrafe e i Lavori pubblici. Anche in questo caso si tratta di attività che non possono essere fatte solo a distanza, anzi. Per quanto riguarda alcuni servizi la presenza in ufficio è necessaria, con conseguenze sul fronte dei possibili contagi. Quello che emerge però è che ci sono servizi che da quasi un anno sono in smart working, mentre altri sono esposti ai rischi del virus, con continue ricadute. Per questo tra i dipendenti comunali cresce il malcontento. In particolare tra coloro che sono costretti a stare sempre in prima linea.

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