Ai nastri di partenza L’Umbria del
Vino, per scoprire "alla cieca" quali
sono le etichette più significative

Ai nastri di partenza L’Umbria del Vino, per scoprire "alla cieca" quali sono le etichette più significative
di Michele Bellucci
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Sabato 3 Dicembre 2022, 11:05

PERUGIA - Torna “L’Umbria del Vino”, concorso enologico regionale che ha debuttato l’anno scorso ottenendo un grande successo e che si appresta nell’edizione 2023 a stupire ancora. Nuove cantine si sono iscritte e l’obiettivo è quello di superare le 58 aziende della scorsa edizione per un totale di quasi 180 vini in gara. C'è tempo fino a oggi per presentare le domande e così concorrere in una o più delle seguenti categorie: vino bianco, vino rosso, vino rosato, vino spumante di qualità, vino frizzante, vino dolce. Tutti i vini partecipanti, eccetto gli spumanti, devono essere classificati esclusivamente come DOC, DOCG o IGT ed essere prodotti da aziende vitivinicole con sede o unità locali produttive in Umbria.

Entro marzo del prossimo anno si conosceranno i pareri della Commissione di degustazione che, anche questa volta, degusteranno “alla cieca” ovvero senza conoscere il produttore o il tipo di vitigno. I nomi dei componenti devono essere ancora ufficializzati ma ci saranno almeno 4 tecnici degustatori mentre i restanti verranno scelti fra esperti del settore vinicolo, sommelier, specialisti nell’ambito della comunicazione e della ristorazione. I vini in concorso che otterranno un punteggio di almeno 85 centesimi concorreranno all’assegnazione di specifici premi.

“L’Umbria del Vino” intende valorizzare il lavoro delle cantine umbre, con particolare riferimento alle medie e piccole realtà, stimolando così i produttori verso un miglioramento della qualità del prodotto, cosa che negli ultimi anni è avvenuta in maniera evidente. Questo permetterà di sostenere lo sviluppo del turismo attraverso la diffusione del patrimonio enogastronomico di eccellenza del territorio. L’iniziativa è organizzata dalla Camera di Commercio dell’Umbria in sinergia con la Regione Umbria, Coldiretti, Confagricoltura e Cia regionali, il 3A Parco tecnologico agroalimentare dell’Umbria, l’Associazione Strade del Vino e dell’Olio dell’Umbria e Confcooperative Umbria.

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