Vaccini, oltre 17mila somministrazioni in un giorno e mezzo. In una settimana +43% di nuovi vaccinati tra gli over 50

Vaccini, oltre 17mila somministrazioni in un giorno e mezzo. In una settimana +43% di nuovi vaccinati tra gli over 50
di Fabio Nucci
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Giovedì 13 Gennaio 2022, 09:59

PERUGIA Mentre la curva epidemica conferma la lieve flessione iniziata nei giorni scorsi, gli ospedali umbri fanno i conti con un’impennata di ricoveri Covid. Tra martedì e mercoledì mattina, dieci ingressi nelle aree mediche, cinque dei quali collocati a Pantalla dopo l’apertura di 24 posti letto ordinari disposta dal commissario Massimo D’Angelo. Stabile, il dato delle terapie intensive, ma non si ferma l’ondata di decessi: ieri altri tre, 26 nell’ultima settimana. Tra martedì e mercoledì, importante slancio della campagna vaccinale, con oltre 17.100 dosi somministrate in un giorno e mezzo. Tra gli over 50, in tre giorni, raddoppiato il numero dei nuovi vaccinati.
Prosegue la crescita dei degenti Covid ordinari: 208 il totale registrato mercoledì mattina, con dieci nuovi pazienti in area medica rispetto al giorno precedente. Subito impiegato l’ospedale di Pantalla dove sono stati collocati i primi 5 degenti; 90 e 52 i pazienti ricoverati a Perugia e Terni. Resta al 31%, secondo l’elaborazione Agenas aggiornata ai dati comunicati ieri mattina dalla Regione, l’occupazione delle aree mediche, alla luce dello scenario 5 attivato dalla Regione che prevede 297 posti letto Covid totali. Stabile il dato delle terapie intensive, dove si contano 14 pazienti critici (otto a Perugia, 6 a Terni), ma tra gli indicatori di gravità, continua a salire anche quello dei decessi. Sono tre i morti segnalati tra martedì e mercoledì mattina (a Spello, Terni e Orvieto) che fanno salire a 26 il bilancio dell’ultima settimana. Valutando i soli dati “grezzi” sui decessi rispetto alla popolazione residenti, i cinque comuni con più di 15mila abitanti che hanno pagato il prezzo più alto in termini di vittime Covid, sono Magione (un caso letale ogni 400 abitanti), Marsciano (1/411), Bastia Umbra (1/434), Città di Castello (1/490) e Narni (510). Solo nove città, tutte con meno di 1.500 abitanti, non hanno registrato decessi tra i residenti. Tra i municipi più grandi, l’incidenza minore si registra invece a Umbertide (un caso letale ogni 922 abitanti) e Castiglione del Lago (1/855).
Mentre i prossimi saranno giorni decisivi per testare la tenuta del sistema ospedaliero e capire il livello di letalità di questa ondata legata alla variante Omicron, dalla curva epidemica arrivano segnali confortanti. I 2.680 casi registrati martedì, infatti, portano l’incidenza settimanale a 2.020 positivi per 100mila abitanti, in calo per il terzo giorno consecutivo. Ora sono undici i comuni con oltre 2.500 casi per 100mila abitanti, tra i maggiori figurano solo Narni e Bastia Umbra, mentre l’incidenza è in calo a Magione e a Terni città, ma la provincia continua a presentare un dato superiore alla media regionale che, senza considerare i 742 contagi settimanali “importati” (4,2%), è tornata sotto 2mila. Grazie ai 2.976 guariti “liberati”, anche gli attualmente positivi si ridimensionano, scesi a 34.324, con 299 unità in meno rispetto al giorno precedente. Al 14% il tasso di positività dei 19.146 tamponi processati ma la media mobile settimanale, dopo il picco del 16,2% raggiunto con i dati al 6 gennaio, è scesa quasi al 12%.
I VACCINI
Importante lo slancio della profilassi anti-Covid con oltre 17.100 somministrazioni effettuate in un giorno e mezzo, tra martedì e mercoledì, oltre 14mila delle quali addizionali. Ora sono 373mila gli umbri con copertura aggiuntiva o booster, il 53,9% degli immunizzati con ciclo primario. Sono invece quasi 1.600 i nuovi vaccinati, 743 nella fascia pediatrica dove si contano anche 1.577 richiami effettuati: la copertura con prima dose è arrivata al 15,5% della platea. Scatto della profilassi primaria anche tra gli over 50, con 364 prime dosi somministrate tra martedì e mercoledì (metà giornata). In tale fascia, stante l’obbligo vaccinale, nell’ultima settimana la somministrazione di prime o uniche dosi è cresciuta del 43%, raddoppiata considerando gli ultimi tre giorni. Ciononostante in 31.760 restano senza alcuna copertura. Quanto alle scorte, si contano oltre 48mila dosi Pfizer normali e 38.600 pediatriche, mentre del preparato Moderna, si continuano a somministrare più dosi di quelle in magazzino. «Se prime o seconde dosi - come confermato da fonti ospedaliere - da una singola fiala si riescono a ricavare 11 dosi, se terze dosi, invece, si arriva fino a 22».

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