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Terni, La sala convegni dell'Arpa sarà intitolata a Maurizio Santoloci

Terni, La sala convegni dell'Arpa sarà intitolata a Maurizio Santoloci
di Nicoletta Gigli
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 27 Aprile 2022, 16:51

TERNI - “Ci piace ricordarlo prima di tutto come un grande padre, un maestro di vita, una persona buona, umile, dedita alla famiglia e al lavoro. Un magistrato che ha sempre creduto nel suo lavoro e che è riuscito a portarlo a termine sopra le forze, fino all’ultimo. Ha iniziato da giovanissimo ad avvicinarsi alle tematiche ambientali, in un periodo in cui parlare di protezione degli animali e dell’ambiente era davvero difficile ed ha trasmesso anche a noi figli le sue grandi passioni”.

Per i figli Valentina e Andrea e la moglie Cristina quella di domani è un’altra tappa d’amore e di memoria dedicata ad un padre e un compagno di vita che se n’è andato troppo presto lasciando segni indelebili.

Il convegno di Arpa Umbria “Sulla strada della sostenibilità: destinazione idrogeno” si aprirà con l’intitolazione della sala convegni della sede dell’agenzia regionale per la protezione ambientale al giudice Maurizio Santoloci, scomparso a gennaio di cinque anni fa dopo una strenua lotta contro la malattia che lo aveva colpito.

“Nonostante la malattia ha continuato fino all’ultimo a scrivere, interloquire con tutti, interessarsi delle questioni ambientali e sociali del nostro Paese e, fino a quando le residue forze glielo hanno permesso, a svolgere il suo ruolo di magistrato al tribunale di Terni e a fare docenze nelle scuole di polizia. Passione e cuore - dicono Valentina e Andrea - sono i tratti che hanno contrassegnano tutto il suo lavoro. Il suo grande dono era quello di riuscire a rendere semplici concetti complessi come possono essere quelli giuridici, specialmente nel campo del diritto ambientale e delle procedure penali. Memorabili resteranno le espressioni: “roba che viaggia non scarica…” per sintetizzare in modo diretto il confine tra scarico e rifiuto liquido. O gli “illeciti ambientali in bianco” per indicare gli illeciti compiuti sulla base di atti autorizzatori illegittimi della pubbliche amministrazioni o il “Codice così fan tutti” per indicare prassi e consuetudini che, specie nel campo del diritto ambientale, prendono spesso il sopravvento sulle norme di legge”.

Impossibile dimenticare Maurizio Santoloci che, da giovanissimo pretore di Amelia, fu il terrore di speculatori e lottizzatori. Ambientalista convinto, garante dei diritti dei più deboli e profondo conoscitore della legge, portò avanti le sue battaglie mantenendo un perfetto equilibrio tra razionalità, competenza e cuore. Poca scrivania e tanto lavoro sul campo, tra la gente, a caccia di reati e abusi. Magistrato di Cassazione, per tanti anni gip a Terni, ha formato migliaia di operatori di polizia e fondato la testata online Diritto all’ambiente ora portata avanti dai suoi amati figli. A Santoloci il compito di chiedere giustizia per la morte di David Raggi ad opera di quello che, nell’ordinanza d’arresto, definì “una macchina da guerra criminale che barbaramente ha ucciso un giovane ignaro per un nulla assoluto”. E di mettere sotto accusa con l’assassino le “maglie larghe” del sistema normativo in materia di espulsioni.

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