Perugia, a Fontivegge adesso c'è anche un novello Al Capone

Piazza del Bacio, simbolo di Fontivegge
di Egle Priolo
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Mercoledì 18 Agosto 2021, 10:00 - Ultimo aggiornamento: 10:10

PERUGIA - Fontivegge non è “Perugia”, ma di certo è il suo biglietto da visita. È il primo quartiere di chi arriva ed entra in città – come il centro sarebbe il suo salotto buono - ed è per questo che la situazione nella vasta area della stazione, da via del Macello fino a via XX Settembre, è paradigmatica del racconto dell'intero capoluogo.

È per questo che le siringhe abbandonate, ragazzine che si drogano negli ascensori dei palazzi, il meretricio in pieno giorno e – ancora - le risse frequenti tra coltelli e bottigliate insieme ai balordi che la popolano non rappresentano solo il disagio di residenti e commercianti, ma un cancro che pregiudica la salute di tutta la città. È per questo, in ultimo ma non per importanza, che le luci della cronaca illuminano le ombre di Fontivegge. Ma non da sole. Visto l'impegno che ci mettono le forze dell'ordine tutte a presidiare la zona e l'attenzione del Comune a suon di ordinanze.
Ma mentre il dibattito si accende in queste roventi giornate d'agosto, con tanto di botta e risposta tra comitati e sindacati sulle soluzioni e le cure alle patologie del quartiere, proprio qualcosa dalle maglie delle ordinanze purtroppo scappa fuori. Palazzo dei Priori a Fontivegge (come in centro, appunto) punta sulla battaglia all'alcol? E dai soliti buchi neri del quartiere emergono contemporanei Al Capone, in una personale rivisitazione di come si raggira il proibizionismo. Non con lo stesso carisma, magari, ma con quantità adeguate a diventare un nuovo problema.
Lo denuncia al Messaggero il comitato Progetto Fontivegge che sottolinea come «l'ordinanza anti-alcol introdotta dal Comune su tutto il quartiere di Fontivegge, e da poco prorogata fino al 21 settembre prossimo, viene costantemente violata. O almeno è quello che ci segnalano in tal senso sia alcuni residenti di via Canali e via Campo di Marte che alcuni clienti del ristorante Mangiafuoco, in via della Ferrovia». «Ricordiamo – proseguono - che l'ordinanza impone il divieto di vendere per asporto bevande alcoliche dalle 18 fino alle 6 del giorno successivo. Invece è proprio dopo il tramonto che numerose persone o gruppi di persone vengono visti entrare in via della Ferrovia a mani vuote e uscirne con buste e cartoni pieni di bottiglie di birra. Se ne deduce che proprio in quella strada possa essere attiva una vendita, eventualmente abusiva, di alcolici, che pare vada avanti da molto tempo».
«Chiaramente non sappiamo con esattezza cosa accada e non siamo dunque a conoscenza di notizie di reato – conclude il comitato -. Tuttavia chiediamo alla polizia locale di intervenire, nel modo più opportuno possibile, anche attraverso il ricorso alle immagini filmate delle videocamere presenti in zona, per verificare la situazione e stroncare qualsiasi possibile giro di commercio illegale che, se confermato, rischierebbe di inondare di alcolici l'intero quartiere, rendendo totalmente prive di efficacia le ordinanze».

Basta stazionare in zona al calar del sole, effettivamente, per notare un via vai quanto meno sospetto, che non potrà sfuggire a chi è deputato ai controlli. Non solo per le sanzioni dovute alla violazione eventuale dell'ordinanza – se la denuncia dovesse trovare corretta conferma – ma per lo strascico di ciò che rappresenta l'abuso di alcol in una zona purtroppo ancora ad alto rischio, tra risse e animi scaldati e accesi da quelle bottiglie di troppo. Nella certezza che il loro appello sarà accolto da chi governa e protegge la città, anche con queste segnalazioni i residenti portano avanti la loro battaglia. Contro chi si sente intoccabile. Ma non lo è.

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