Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Fanno fallire azienda e fanno sparire tre milioni, Guardia di Finanza a Foligno arresta due imprenditori, ecco chi sono

Fanno fallire azienda e fanno sparire tre milioni, Guardia di Finanza a Foligno arresta due imprenditori, ecco chi sono
di Giovanni Camirri e Michele Milletti
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 27 Luglio 2022, 09:33 - Ultimo aggiornamento: 28 Luglio, 14:27


FOLIGNO Due imprenditori agli arresti domiciliari e sequestrati beni per 3 milioni di euro. I finanzieri del Comando provinciale di Perugia hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali e contestuale decreto di sequestro preventivo di beni mobili ed immobili per un valore di circa tre milioni di euro, emessi dal gip del Tribunale di Spoleto, nei confronti di due imprenditori (Elisabetta Betori difesa dagli avvocati Nannarone e Interlenghi, e Sergio Ottavi, difeso dall’avvocato Burganti), allo stato, indagati per i reati di bancarotta fraudolenta, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e autoriciclaggio. 
Dalle indagini, dirette dalla Procura di Spoleto ed eseguite dai militari della compagnia di Foligno in relazione al fallimento di una società, con sede a Foligno ed operante, attraverso punti vendita anche fuori regione, nel settore del commercio di abbigliamento ed accessori, sono emersi indizi di colpevolezza a carico degli indagati che avrebbero posto in essere condotte a danno dei creditori e dell’Erario. In particolare, attraverso l’esame della documentazione contabile, bancaria ed amministrativa, sono stati ricostruiti ed analizzati - riferisce una nota della Guardia di Finanza - tutti gli atti di cessione e affitto di ramo d’azienda succedutisi nell’arco di un decennio, tra soggetti risultati sempre collegati agli stessi imprenditori, che hanno, progressivamente, portato alla dissipazione, al depauperamento e alla distrazione del patrimonio aziendale. Ritenuto fondato il provvisorio impianto accusatorio, il giudice per le indagini preliminari, ritenendo sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari connesse al pericolo di reiterazione dei reati, ha disposto la misura degli arresti domiciliari nei confronti dei due indagati ed il sequestro dell’intero compendio aziendale (quattro negozi ed un sito di e-commerce), evidenziando come «la libera disponibilità in capo agli indagati dei predetti esercizi commerciali sia suscettibile non solo di aggravare le conseguenze dei reati già perpetrati ma soprattutto di agevolarne la commissione di analoghi (…)» attraverso nuovi prestanome e ricorrendo sempre allo «schema di svuotamento patrimoniale delle società fallite e di reimpiego in nuovi veicoli societari (…)». I beni sequestrati, del valore complessivo di circa 3 milioni di euro, sono stati affidati ad un amministratore giudiziario che ne curerà la gestione per evitare ulteriori pregiudizi. 

«L’operazione condotta dalle Fiamme Gialle – spiega ancora la nota della Finanza - testimonia il costante impegno della Guardia di Finanza, a tutela della legalità economico-finanziaria e al contrasto di condotte illecite arrecano danni al sistema economico nazionale, falsando le regole della leale concorrenza e danneggiando gli imprenditori che operano nel rispetto delle regole». Lo scorso gennaio, nell’ambito di una altra attività investigativa che nulla ha a che fare con quella resa nota ieri, era stato effettuato un sequestro preventivo per oltre tre milioni di euro nei confronti di un imprenditore operante nel settore alberghiero, della ristorazione e dell’intrattenimento in genere, sottoposto a procedure concorsuali. In relazione alle contestazioni erano stati indagati anche tre dei suoi dipendenti. I finanzieri avevano dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo nei confronti di imprenditore che, versando in uno stato di grave dissesto finanziario a causa di un’elevata esposizione debitoria per imposte non pagate nei confronti dell’Erario, aveva depauperato il patrimonio di una società di capitali, successivamente, dichiarata fallit

© RIPRODUZIONE RISERVATA