Perugia, furti choc: proprietari chiusi fuori di casa per derubarli

Perugia, furti choc: proprietari chiusi fuori di casa per derubarli
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Domenica 2 Ottobre 2022, 07:30

PERUGIA - Chiusi fuori di casa, e i ladri dentro. L’impotenza, la paura, la rabbia: sentimenti che si mescolano anche il giorno dopo nel cuore e nella testa dei componenti la famiglia perugina presa d’assalto in questo modo dai ladri nella tarda serata di venerdì sera.

Succede nella zona tra Solfagnano e Resina, già in passato colpita pesantemente dalle scorribande dei ladri e in molti casi proprio in questo periodo. Marito e moglie rientrano in tarda serata e si trovano davanti una scena ai limiti del surreale: filo di ferro a bloccare il cancello e dentro il trambusto tipico della presenza dei ladri. Che evidentemente non hanno fatto bene i conti, o forse non si aspettavano l’arrivo così celere dei carabinieri: fatto sta che sono costretti a tagliare velocemente la corda senza di fatto rubare nulla.

Ma che il colpo alla fine non sia andato a segno non cambia nulla. Non solo perché, come ha detto qualche tempo fa il prefetto Armando Gradone parlando proprio dei furti, «sono un tipo di reato che chi lo subisce, anche se tentato, non lo dimentica per anni e crea spavento anche tra parenti e conoscenti», ma anche per il senso di violazione della propria intimità domestica e i danni che si portano dietro. Una conta anche in questo caso importante: secondo quanto si apprende, infatti, i proprietari hanno dovuto fare i conti nella giornata di ieri proprio con l’entità dei danni causati dai banditi entrati in casa loro.

Ma c’è un ulteriore punto. Un furto in questa modalità lascia presupporre la certezza da parte dei banditi che in casa in quel momento non ci fosse nessuno e che dunque il chiudersi all’interno non sarebbe stato certo bloccare la via di fuga ma anzi il modo di tenere lontano ulteriormente i proprietari. Certezza che dunque potrebbe voler dire una cosa: e cioè che i ladri sapessero come nella serata di venerdì la casa fosse disabitata. Come? L’ipotesi, ovviamente tutta da dimostrare, è che possano aver visto i proprietari lasciare l’abitazione e poi siano passati all’azione.
Un’ipotesi, ovviamente tutta da dimostrare. Quello che invece sembra non dover essere dimostrato è come la zona possa essere di nuovo sotto attacco da parte di qualche banda. Non sarebbe la prima volta, con i residenti che segnalano come anche l’anno scorso sempre tra fine settembre e inizio ottobre siano iniziati i raid.

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