L'ultimo saluto al giovane ingegnere Alessandro Angelella

L'ultimo saluto al giovane ingegnere Alessandro Angelella
di Alberto Favilla
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Martedì 12 Ottobre 2021, 08:54

TERNI C’era tanta gente ieri pomeriggio nella Chiesa di Santa Maria Regina di via Giovan Battista Vico per tributare l’ultimo saluto ad Alessandro Angelella, il giovane ingegnere ternano morto a soli 34 anni – era ricoverato da qualche giorno all’ospedale di Colle Obito - a causa di una di quelle malattie che non lasciano scampo. Angelella si era ammalato circa un anno fa e dopo essere stato ricoverato all’ospedale di Terni, dove gli era stata diagnosticata la malattia, era stato anche a Milano dove invece era stato sottoposto ad un intervento chirurgico. Purtroppo non è servito a nulla. Il male che lo aveva colpito era talmente aggressivo che anche i medici si sono dovuti arrendere. Angelella dopo aver lavorato per diversi anni nello studio di ingegneria di Corradi, in pieno centro storico, da due anni era impiegato presso il Consorzio di Bonifica Tevere-Nera dove ultimante addirittura aveva trasformato il suo impiego a tempo indeterminato. Può sembrare un luogo comune, ma Alessandro Angelella – quando uno muore diventa sempre bravo - oltre ad essere una ragazzo umanamente meraviglioso, sempre con il sorriso in viso, aveva anche grandi competenze professionali. A Giugno aveva vinto, per un progetto indetto dai Lions club e da lui sviluppato, una borsa di studio intitolata all’architetto ternano Franco Maroni scomparso qualche anno fa. «Era davvero un bravissimo professionista, un talento nel suo campo – dice commosso Danilo Peri, uno che aveva lavorato con lui al consorzio – e poi dotato di un grande senso di responsabilità. Basti pensare che fino a 15 giorni fa andava a lavorare malgrado i dolori lancinanti. E poi mai un lamento, un momento di sconforto. Aveva una dignità e una forza incredibile. Di solito poi quelli bravi come lui sono anche altezzosi, invece, Alessandro era anche umile e disponibilissimo». Distrutta dal dolore la sua famiglia, il papà Romolo, insegnante di Scienze motorie, la mamma Lorella, la sorella. E poi i parenti, i tanti amici con i quali condivideva la passione per il calcio. Alessandro aveva giocato anche al calcio in diverse formazioni dilettanti ed era anche bravo: un mediano di qualità e quantità. «Un ragazzo straordinario, che ci mancherà tanto – aggiunge un amico che preferisce l’anonimato – è proprio vero che se ne vanno sempre i più bravi. Alessandro era favoloso». Al termine del rito religioso il carro funebre si è avviato mestamente al cimitero comunale di Terni dopo aver fatto sosta sotto l’ufficio, al Consorzio Tevere Nera, di via Bruno Capponi. Alberto Favilla

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