Decreto sicurezza, l'attacco
del vescovo di Terni
«Presto 18 stranieri per strada»

Sabato 8 Dicembre 2018
TERNI «Non comprendiamo le ragioni di tanto repentino rinchiudersi in un fortino di disposizioni, che non
risolveranno i problemi delle persone, non procureranno la sicurezza auspicata, ma ulteriore incertezza e la mortificazione dell'umanità, altrui e propria»: a prendere posizione rispetto al decreto Sicurezza e alla recente ordinanza del Comune di Terni, in vigore da domani, contro bivacco e accatonaggio, è il vescovo di Terni, Giuseppe Piemontese. In una nota il presule spiega che «i recenti provvedimenti interessano in particolare gli ultimi anelli del contesto sociale, ritenuti la causa del disagio percepito. Tra le conseguenze - continua - forse non volute, avremo il rischio di rendere randagie e disperate persone che in qualche modo finora erano aiutate, seguite in un percorso di integrazione civile e quindi controllate. Se dietro a certe forme di accattonaggio si pensa vi siano organizzazioni criminali, forse sono queste che dovrebbero essere perseguite». Stando al vescovo un primo effetto del decreto sicurezza, in riferimento all'attività dell'associazione di volontariato San Martino, referente dei progetti legati all'accoglienza degli immigrati, «è quello che a breve 18 persone non avranno più la possibilità di essere accolte e saranno fuori dalle strutture dove alloggiano; messe in strada, non rientrando nello status di rifugiati né in quello dei permessi straordinari, mentre altre saranno nella stessa condizione nei prossimi mesi. Ci chiediamo: dove alloggeranno? Come mangeranno? In quali strutture potranno curarsi?». Inoltre, in riferimento all'emergenza freddo, per la quale l'amministrazione comunale ha comunicato ad alcune associazioni ecclesiali le nuove procedure di attuazione, Piemontese ricorda «che da anni viene data accoglienza, da parte delle parrocchie e della diocesi, attraverso la Caritas e l'associazione di volontariato San Martino, alle persone che si trovano in difficoltà e senza fissa dimora, nelle proprie strutture». «La Chiesa - conclude il vescovo - ha offerto sempre accoglienza di emergenza negli anni passati e, anche nei prossimi mesi, ha messo a disposizione delle persone senza fissa dimora degli alloggi e pasti caldi presso la mensa San Valentino che è aperta in orario prolungato durante i mesi invernali». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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