Coronavirus, un paziente: «Vi racconto la mia odissea con quelli di Dentix»

Dal dentista
di Egle Priolo
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Domenica 7 Giugno 2020, 09:01 - Ultimo aggiornamento: 11:43

PERUGIA «Mi hanno estratto due denti per mettere gli impianti e ora non rispondono più. Ho un bel buco in mezzo alla bocca e non so come fare. E devo iniziare a pagare rate per 5mila euro per un servizio che non so se avrò mai». Caso Dentix, l'ultima segnalazione del giallo della clinica odontoiatrica che non ha mai riaperto dopo il lockdown arriva da Foligno. E ha la voce di Leonardo Liviabella, 47 anni e un vuoto di due molari nell'arcata dentaria dai primi di marzo. Senza contare il timore di dover pagare un finanziamento abbastanza cospicuo senza avere la sicurezza che quei soldi non siano completamente buttati. «A fine febbraio – racconta Liviabella – mi sono rivolto alla Dentix di Foligno. C'era stata la mia compagna, si era trovata discretamente e avendo alcuni problemi da risolvere ai denti ho deciso di andarci anche io. Dopo la prima visita e la prima panoramica, i dottori hanno trovato altri denti da curare e allora ho deciso di affrontare il problema per intero. Mi hanno detto di dover mettere degli impianti, mi hanno fatto un preventivo e ho firmato un contratto per un finanziamento da 5mila euro». E poi? «Ai primi di marzo, ho subito l'estrazione di due molari e subito dopo è scoppiata l'emergenza coronavirus e ci hanno imposto il lockdown. Lo studio ha chiuso e mi hanno lasciato con i punti in bocca». Questo inconveniente non sarà certamente dipeso dai professionisti della clinica low cost, ma ciò che ha fatto Liviabella per risolvere il problema ricorda un po' il Rambo che si cuce il braccio da solo. «Avevo questi filamenti in bocca che mi davano fastidio – racconta -, l'intervento era stato un po' invasivo, ma quando ho capito che la ferita si era rimarginata e dal dentista non potevo andare, ho preso un paio di forbici, ho tagliato e ho tirato. Tutto da solo». Brividi. Ma di necessità, evidentemente, si fa virtù. Soprattutto perché il peggio è venuto dopo. «Adesso ho un buco in bocca – continua Liviabella – e la masticazione compromessa. Ho provato più volte a chiamare lo studio ma anche io ho sempre trovato la segreteria telefonica. Prima diceva che erano chiusi, l'altro giorno la registrazione era diversa: invitava a chiamare il giorno dopo. Ma inutile dire che l'indomani era uguale». L'unica buona notizia è che per un errore nella trascrizione dell'Iban per attivare il finanziamento, il pagamento delle rate è stato posticipato: «Ma adesso partiranno in automatico, lunedì devo andare in banca per capire se è possibile sospendere tutto, almeno finché non capiamo se riapriranno mai». Perché il problema è questo: come tanti altri pazienti il dubbio è sul futuro della clinica, finché qualcuno non risponderà. Anche Il Messaggero, con la volontà di dare voce pure alla società, ha verificato queste difficoltà a mettersi in contatto con i centri di Perugia e Terni, oltre che di Foligno: ma anche al numero verde risponde sempre una voce metallica. Mentre aumentano le segnalazioni e le persone che stanno decidendo di contattare l'Unione nazionale consumatori che, con l'avvocato Damiano Marinelli, da giorni si sta occupando del caso. Sia pensando a una class action per un risarcimento, che eventualmente a un esposto in procura per lesioni colpose per chi, come Liviabella, è rimasto letteralmente con i denti in mano.

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